Non c’è bisogno di aspettare il vertice del 28 e 29 giugno per sapere che non troveranno nessuna soluzione concreta alla crisi. Quindi verrà fissato un nuovo evento, una nuova data, un nuovo meeting e i mercati dopo la iniziale disillusione continueranno a navigare a vista fino a quella data. Purtroppo a quel punto saremmo ad agosto anzi nella prima quindicina di agosto e ci godremo la più classica delle crisi finanziarie da sotto l’ombrellone. Non vorrei dire, ma mi sembra che questa volta la situazione sia davvero sul punto di scappare di mano. La Merkel insiste che finché sarà viva non farà gli eurobonds ma poi Berlino cede sul meccanismo (onanistico) di raffreddamento dello spread (ma lo ha inventato Monti insieme a Hollande ?). Siamo quindi arrivati in una classica di quelle congiunture dove ci si può ritrovare sotto un albero non perché questo viene scelto razionalmente da qualcuno ma perché gli eventi precipitano.

A livello di indici azionari siamo sui minimi e molto probabilmente questi non solo quelli finali. L’amico Francesco Caruso vede il patatrac che arriva da agosto a ottobre. Io non so se arrivi proprio da agosto a ottobre ma sono convinto che manchi in questo frangente la fase finale, quella del panico, del senso di essere fottuti al 100%, della gente che piange sulle scale delle banche e davanti ai bancomat. Finché non avremo il panico.

Dopo che il Financial Times questa mattina ha pubblicato la bozza della proposta di Francia, Spagna e Italia alla Germania ricevendo il nein della Merkel alcuni minuti or sono il WSJ ha pubblicato un articolo in cui si sostiene che il governo comunitario proporrà una bozza in cui la BCE diventerà sorvegliante speciale del sistema bancario europeo che è il primo passo perché diventi prestatore di ultima istanza. Se fosse accettata questa proposta, al di là di quella più arlecchinesca del meccanismo di contenimento dello spread, sarebbe un gigantesco passo in avanti e ci starebbe il rimbalzone. Non so quanto sia politicamente possibile che questo tanto atteso vertice finisca con un nulla di fatto.

Ovviamente non c’è nulla da dire sui titoli, meglio stare fermi. E capisco benissimo lo scoramento dei lettori che hanno sottoscritto un foglio finanziario e si ritrovano a leggere il gazzettino dell’unione europea. Ma sono tempi duri e questo passa il convento. Essere onesti significa sapersi adattare al contesto.

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