Nella giornata di ieri è arrivata la punizione severa, probabilmente anche troppo, del mercato per la decisione del MCP di mantenere i tassi del GBP sulla quota 0,50 dell’interesse valutario. La sterlina è stata in grado di percorrere una figura e mezzo nel giro di cinque minuti, con un rally precipitoso che ha portato le contrattazioni in zona 1.5050. L’assenza dei desk americani non ha pero concesso al prezzo allunghi in zona 1.5000 che ad ogni modo si sono registrati questa mattina, con il prezzo sotto pressione fin da subito superando la soglia psicologia ed estendendo il prezzo più giu, fino a 1.4970.

Nonostante le parole di Carney, il nuovo presidente della BoE, non abbiano rivelato nulla di troppo eclatante il prezzo ha subito un forte crollo in tutti i pair con il GBP e questo, alla fine, dimostra come il mercato abbia sempre una propria idea.

Sorte analoga anche per l’euro qualche ora più tardi, e sulle parole di Draghi, ha subito dal mercato lo stesso trattamento andando a cedere una figura intera sempre contro il dollaro. Il presidente della BCE ha di fatto garantito che il tasso di interesse resterà basso per un lungo periodo di tempo, indicando anche che non si tratterà di un lasso fra i sei mesi e un anno, ma molto di più.

Le borse hanno reagito positivamente ma il mercato dei cambi non ha gradito il commento e solo l’assenza del mercato americano ha impedito al cambio non varcare soglie di supporto decisamente importanti come 1.2850 e 1.2820.

Oggi è giornata di Non Farm Payrolls e in caso di dati positivi per l’economia degli Stati Uniti potremmo vedere l’approfondimento dei cambi originali alla ricerca dei supporti mancati ieri, e in caso di rotture importanti si potrebbero verificare dei movimenti molto volatili.

Lunedi, nel consueto articolo del lunedi’ analizzeremo i fatti e programmeremo le mosse per la prossima settimana.

Buon trading e buon fine settimana.

Lucas Bruni