Gli amanti del Sequential, numerosissimi nei dintorni di Perugia, saranno soddisfatti: mai un Sequential sul daily negli ultimi anni è stato più preciso di questo. E posto il grafico sul Ftse All Share per massima gioia e soddisfazioni degli amanti dell’oggetto.

Purtroppo un Sequential non fa primavera. Questa situazione di congestione – ribasso dovrà durare ancora per lungo tempo. Se guardate il grafico dell’indice ftse all share noterete come dentro la congestione siamo in una fase ribassista che ci dovrebbe portare verso i 14.000 dell’indice. Come dire che investiti già da un tir ora anche un passeggino ci sta arruotando. A livello macro ho appena ricevuto un report di Deutsche Bank, che è l’unica che io guardo a livello macro anche se in secondo posto dopo Goldman Sachs. L’aria che tira nell’Unione Monetaria Europea è di recessione. Con un ribasso congiunturale trimestrale dello 0.1% l’Emu è ufficialmente in recessione, anche se il declino è stato inferiore alle attese del mercato. La periferia dell’Europa rimane fermamente e decisament ein recessione con Italia – 2.4% tendenziale, Spagna -1,6% tendenziale, Portogallo -3,4% tendenziale, Grecia -7,2%. Il problema è che anche la core Europe inizia a cedere con la Francia 0.2% congiungutale trimestrale, 0.1 tendenziale annuale, mentre la germania è 0.2 trimestrale congiunturale e 0.9% annuale tendenziale: tutti numeri positivi e quindi la core Europe statisticamente resiste alla recessione. Per il momento, ovviamente. Ma già ieri Moody’s ha tagliato il rating della Francia e questo ha l’effetto della palla di neve che crea la valanga. Se cade questo tabu’ che i francesi sono bravi e buoni il resto del mondo corre il rischio di seguire la Francia a ruota con in testa gli USA.

Sul fronte americano finalmente ieri notizie positive dopo mesi di ansia: i principali indici USA hanno guadagnato quanto non facevano dal 6 settembre scorso, sorretti da un mercato immobiliare che finalmente sembra uscire dal limbo dello sboom del 2009. Il sentiment dei costruttori a novembre è passato a 46 da 41 e ha segnato il massimo dal maggio 2006. La soglia del 50 è quella che separa lo sboom dal boom e il settore immobiliare è a un passo dal superarla. I lettori sanno che io, nella bailamme della reportistica internazionale, leggo esclusivamente i report di Deutsche Bank e di Goldman Sachs che queste due case di investimento gentilmente mi inviano in via riservata. Ebbene in una nota gli analisti di Goldman Sachs scrivono che “il settore immobiliare è diventato un vento a favore per la crescita del PIL Usa”. Insomma, le cose si stanno normalizzando, e questo vale molto di più di un accordo sul fiscal cliff.

A livello di titoli mi viene voglia di comprare Danieli che sta facendo una bellissima congestione stretta stretta al di fuori di un triangolo simmetrico sul settimanale e anche Banca Generali che mostra un pattern molto interessante che i lettori conoscono molto bene: la rottura del massimo del collocamento. E’ evidente che comprare oggi come oggi, anche con il rimbalzone di ieri, è come prendere per la lama il coltello che cade e non è un gran bel sentimento.

Aspettiamo il da farsi … chi vuole andare avanti vada a suo rischio e pericolo su questi due titoli, poi magari da alla fine della giornata cambiamo idea anche noi.

Per maggiori informazioni www.emiliotomasini.it