Grafico dello spread tra indice DAX e indice MIB. Nel periodo 2003-2013 la borsa tedesca si è quintuplicata rispetto a quella italiana ed ha raggiunto i precedenti massimi storici di questo spread, che risalgono al 1978.

Grafico dello spread tra indice DAX e indice MIB. Nel periodo 2003-2013 la borsa tedesca si è quintuplicata rispetto a quella italiana ed ha raggiunto i precedenti massimi storici di questo spread, che risalgono al 1978.

2013 come 1978: nel 1978 venivamo da anni neri, come ora. E adesso, come allora, la borsa italiana appare vicina all’inversione a proprio favore del megatrend (10 anni) di indebolimento vs il DAX tedesco: manca poco, forza. Molti investitori ancora non ci credono: la prova è che l’ETF che genera più volume sul mercato italiano è il Lyxor ETF Short MIB. Quando chi è short si ricoprirà, e con 18000 in fase di test i ribassisti sono già ora parecchio nervosi, la semplice chiusura meccanica delle posizioni short sarà benzina autonoma per il rialzo.

Chi vi scrive aveva espresso la sua posizione oltre un anno fa, il 5 Agosto 2012, all’apice assoluto della crisi, con il MIB che era risalito da 12300 a 14000: “Così lontano, così vicino: Borsa Italiana e svolta generazionale“. Nessuno ci credeva. Come in tanti altri casi. Ne avevo incominciato a parlare nei seminari dal 2011, come scenario futuro: le inversioni generazionali sono processi lunghi e difficili da cogliere, soprattutto per chi non può avere dati e – di conseguenza – prospettiva.

Chi non impara dalla storia è condannato a ripeterla. Il MIB molto probabilmente (le certezze nel mondo reale non esistono) non tornerà mai più sotto il minimo di 12300 del 2012: nonostante tutto, e tra questo “tutto” metto non solo la situazione economica italiana, ma soprattutto il come e il grazie a chi siamo arrivati fin qui.

Ma, come dice la folgorante frase di Flynn, alla fine la politica non è altro che la schiuma sulle onde dei megacicli.

“Politics is nothing more than the foam on the waves of the supercycles. Politicians believe themselves to be the drivers of history — but they are driven by it and try to regulate something that regulates itself. As individuals, some may have achieved an understanding of what is happening, but in mass societies they lack the power and the ability to thwart the statistical laws of history.” (Flynn, 2001)

E l’America? L’America è un’altra storia: ne parleremo presto, intanto cercate sul web le ultime dichiarazioni di Buffett (sui mercati) e di Obama (sul ruolo della FED). E magari, per gli appassionati di cinema, riguardatevi il duetto finale di “Margin Call” tra Jeremy Irons e Kevin Spacey.