L’ultima trimestrale di Facebook dice al mondo che l’azienda di Mark Zuckerberg inizia a fare utili; inutile citare la sua capitalizzazione di borsa a Wall street, parliamo di svariate manovre economiche dell’Italia sommate.

Le principali aziende delle tecnologia Usa, aiutate da fondi giunti soprattutto negli ultimi anni attraverso i quantitative easing, hanno la possibilità di distribuire in Europa i loro prodotti in modo assolutamente competitivo rispetto ai competitor del vecchio continente (a proposito, chi è rimasto ?), basti pensare alle convenzioni di Apple con i principali gestori di telefonia con cui tutti possono possedere un Iphone pagando pochi euro al mese.

Il futuro è della tecnologia, questo è fuori di dubbio. Anche il primo ministro del governo italiano ha recentemente dichiarato che l’agenda digitale è una priorità assoluta, insieme alla banda larga e bla bla bla.

Peccato che poi l’esecutivo dei non eletti non perda occasione per rivelare l’unica sua funzione: introdurre tasse e distruggere ricchezza.

Dopo la genialata della Web-tax, ecco giungere un’altra trovata degna di menti davvero superiori: tassare la tecnologia (uno dei pochi settori che ancora tira nel nostro paesello), attraverso l’introduzione della tassa su SmartPhone , tablet, hard disk e tutti i supporti di tecnologici di archiviazione dati, il tutto in nome di una rideterminazione dei compensi per copia privata. Un cellulare di ultima generazione ad esempio, potrebbe essere tassato fino a 5.20 Eur.

Non c’è che dire, è proprio il governo della crescita e attenti a non guardare in fondo al tunnel senza occhiali da sole, potreste accecarvi.