L’attenzione degli operatori è già puntata su quello che è considerato l’evento più importante della settimana, la riunione mensile della Fed (martedì e mercoledì), di cui già si attendono le dichiarazioni a margine del presidente Bernanke.  L’opinione dominante tende a propendere per un atteggiamento morbido della Fed e i più infatti pensano che Bernanke  sfrutterà questa occasione per tranquillizzare i fruitori della droga monetaria, ribadendo che i tassi resteranno a zero per molto tempo dopo la fine del QE, come d’altronde già aveva fatto a marzo. La Fed infatti non vuole assolutamente che gli operatori inizino a scontare un prossimo aumento dei tassi a breve , perché la liquidazione di bonds farebbe venir meno il propellente aggiuntivo a sostegno di un’economia che stenta a decollare, nonostante le dosi massicce di liquidità iniettate durante gli ultimi cinque anni.

L’altra ipotesi, quella meno quotata dai maghi della previsione, è che la Fed possa far capire di essere prossima a ridurre il QE prima della fine del 2013. Nel caso in cui passasse questa linea, la reazione potrebbe essere violenta, a cominciare dal dollaro, che sarebbe acquistato contro tutte le valute, con contestuali possibili vendite su borsa e bonds. Al momento però questa ipotesi appare remota, Bernanke infatti sa molto bene cosa vuole il mercato e con ogni probabilità , farà di tutto per assecondarlo ancora.