Le borse salgono, lo spread scende sotto quota 200 e Letta se ne vanta in diretta nazionale ai TG; il governo dice che le tasse sono scese nel 2013 (voi ve ne siete accorti ? No ? Neppure io) e che scenderanno ancora di più nel 2014. La verità è che da Aprile a Gennaio, per quanto concerne le questioni attinenti l’economia, in nove mesi  l’esecutivo si è occupato solo di cambiare nome all’IMU e di aumentare l’imposizione fiscale sugli immobili in genere, per il resto il nulla.

E allora perché la borsa sale e lo spread diminuisce ? Semplice, perché nessuno ha le idee abbastanza chiare per mettere davvero i bastoni tra le ruote al governo attuale, che è lì per fare il compitino assegnatogli dall’Europa: tassare i cittadini fino all’inverosimile, sfinirli ed incanalare l’Italia sulla strada già battuta , con successo, della Grecia. Se poi si riesce a fare questa operazione con il favore del popolo plaudente che partecipa a primarie sborsando due euro e  guarda i talk show mainstream in cui si ride di chi suggerisce che così non va e che l’Euro ci ha distrutto, ancora meglio, la strategia diviene di più semplice attuazione.

In TV sento un ritornello che viene ripetuto da tutti, fino alla noia: bisogna ripartire dal lavoro. Bene bravi, bis. La mia obiezione è sempre la stessa: se non si crea la possibilità di crescere, chi è che assumerà i disoccupati ? eppure questi signori lo sanno che le aziende chiudono, che l’Italia dell’industria sta diventando un deserto dove non crescono neanche le erbacce e che le piccole imprese sono allo stremo.

Questa mattina ho letto di piani lavoro, ops dovevo dire “job act” perché fa più figo,  presentati in pompa magna dallo staff del nuovo segretario del PD, ma la domanda da porre è sempre la stessa:  dove pensano di trovare i soldi per mettere in pratica tutti i bei propositi ?

La verità è che il governo italiano non decide un bel niente. Il governo attuale è di facciata, le decisioni su quando premere sull’acceleratore delle tasse si prendono tutte a Bruxelles.

Con il limite del 3% di deficit Pil in una fase di recessione ormai cronica in presenza di  un apparato parassitario tale per cui il 10% della popolazione vive sulle spalle della politica, è impossibile venirne fuori.

L’attacco ai redditi tramite tasse è stato feroce negli ultimi 2 anni, adesso sento che, forti della propaganda dell’evasione, si inizia a parlare insistentemente  di attacco alle rendite (come se non bastasse la patrimoniale sugli immobili), che tradotto vuol dire : prendiamoci anche i seimila miliardi che gli italiani hanno messo da parte dal dopo guerra in poi, con il sudore della fronte.  Ma intanto la borsa sale, va tutto bene !