La Germania sarebbe lieta di offrire aiuti finanziari all’Italia in cambio di garanzie sulle riforme, quindi di ulteriore cessione di sovranità. A rivelarlo è l’ambasciatore tedesco Reinhard Schafers che ancora una volta reclama “più Europa” ai paesi membri dell’Unione Europea, ed in particolare alla disastrata italietta.

Che ci sia assoluto bisogno di riforme vere qui da noi è lampante e non è un mistero neanche il fatto che i governi che si sono succeduti da decenni, non vi abbiano mai messo mano seriamente, anche a causa di un sistema completamente bloccato da clientele, protezione delle lobby, e la presenza ingombrante di un apparato parassitario che porta alcuni milioni di italiani a vivere di politica.

Bisogna però riflettere su alcuni criteri che attualmente rendono impossibile qualsiasi tentativo di riemergere dalla paludi in cui l’Italia è calata e sono in gran parte problematiche che derivano proprio da Bruxelles.

Un elemento che fa riflettere è ad esempio il tetto del 3% tra il deficit e il Pil che viene ogni volta nominato e che costringe continuamente il nostro governo a dover trovare coperture e capitali all’ultimo minuto, quasi fosse un videogioco dove bisogna centrare l’obiettivo, perché in mancanza si perde il bonus. Ebbene, questo numero magico, il 3% appunto, è un numero che è stato stabilito proprio in fase di stesura dei trattati per avere un parametro,  ma è un valore arbitrario che non è presente su nessun manuale economico, né è citato da alcuno studio o statistica che stabilisca come contenere entro il  3% deficit Pil sia vantaggioso per l’economia, pertanto non rappresenta un valore assoluto. Dobbiamo poi porci anche un’altra domanda: è giusto sacrificare il Pil in nome di questo rapporto arbitrario? Così facendo non vedremo mai la crescita perché costretti da questi parametri e con una situazione di alto debito , ormai ingestibile. La crescita di cui si parla periodicamente non arriverà mai se si tiene schiacciato il denominatore di questo rapporto ma di volta in volta ci viene  prospettata come dietro l’angolo dai vari rappresentanti politici, anche esteri. Non è da sottovalutare inoltre il grande problema del cambio, sopravvalutato del 20-30% rispetto alla Germania che dal momento dell’introduzione dell’Euro, ha immediatamente beneficiato di una enorme divergenza, a suo favore, nella competitività.  

Sembrerebbe così che si vada verso la progressiva distruzione di tutto il tessuto produttivo in Italia.  Domandatevi a chi conviene : ovviamente alla Germania che è diventato il maggiore esportatore europeo e a grandi gruppi di potere finanziario che hanno così la possibilità di fare shopping a sconto fortissimo nel nostro Paese.  Attualmente in Italia abbiamo una stagnazione assoluta, con aumento continuo della pressione fiscale,  insieme a una serie di norme complicatissime che mettono in continua difficoltà le imprese che avrebbero voglia di fare il proprio lavoro.

Come attrarre gli investimenti stranieri? Impossibile in queste condizioni.  Mentre In Italia si discute di web tax e Google tax, in Irlanda queste imprese sono tassate al 12,50% e vediamo nascere i palazzi di vetro di Facebook con 1000 posti di lavoro, Google, Amazon e ora anche Trip Advisor. Cosa significa questo? Che qui rimaniamo al palo, legati a questi vincoli di burocrazia assurdi e al carrozzone del parassitismo politico tipicamente italiano e a cui si è peraltro abituata molto bene anche Bruxelles, un vero e proprio  “poltronificio”.

Immobilismo,  burocrazia e mancanza di credito da parte delle banche ricadono principalmente sulle piccole e medie imprese che, a differenza delle grandi, vivono di quanto producono, mentre la crisi dei consumi è quella del ceto medio, un’ampia categoria di soggetti  che potrebbero  spendere ma che sono bloccati, spaventati dalla probabile nuova tassa di turno, gli stessi  che fino a qualche anno fa erano il vero motore per la circolazione della moneta. Questa situazione è ampiamente dimostrata dal fatto che ad ogni aumento delle imposte che colpiscono i consumi (dall’ iva alle accise sui carburanti), corrisponde puntualmente un gettito di gran lunga inferiore a quello stimato inizialmente dai tecnici del governo. D’altra parte, su come siano distruttive certe politiche fatte di austerità a tutti i costi, abbiamo una testimonianza eclatante, basta guardare cosa è diventata la Grecia, con la cura della Troika. E allora, come rispondereste voi a chi vi offre aiuto in cambio di cessione di sovranità ?  Sveglia !