Per la prima volta nella storia della repubblica italiana, un presidente viene eletto per un secondomandato; è accaduto appena tre giorni fa, quando dopo un teatrino durato due giorni, Giorgio Napolitano ha infine accettato di replicare il settennato appena concluso ed è stato rispedito al colle più alto.

 Lunedì sono partiti i festeggiamenti: borsa italiana di nuovo vicina alle resistenze poste a 16.000 punti, spread Bund – Btp sotto quota 300 e grande euforia generale sui mercati nostrani.

I mercati aspettano con fiducia che si formi il nuovo governo, commenta un operatore, è questo il motivo del rialzo. I media specializzati e non, pompano il tutto enfatizzando gli acquisti e il meccanismo si autoalimenta. Oggi Napolitano sta tenendo consultazioni molto veloci, quasi in stile medico della mutua, dieci minuti per ogni gruppo parlamentare di minoranza, gli acquisti continuano, il Btp è a 115.30 , su di oltre un punto anche oggi, il Ftse Mib a 16.100 e sta sovra performando nettamente rispetto al Dax. Vuoi vedere che è la volta buona, che questa volta ce la facciamo, commenta un altro operatore…

Riavvolgiamo il nastro adesso, e facciamo un po’ d’ordine:

1)      In questa fase è pura coincidenza che tutto salga in assenza del nuovo governo, ad elezioni effettuate ormai due mesi orsono. I nostri benefattori attualmente, come ho avuto modo di scrivere già la scorsa settimana,  hanno gli occhi a mandorla e un nuovo governo che ha appena tirato fuori dal cilindro delle manovre non convenzionali, un quantitative easing (cfr. stampa di moneta o immissione di liquidità nel sistema creditizio), pari a quasi 2/3 del nostro mostruoso debito pubblico complessivo. 1.300 mld di dollari in un anno con tanto di target di inflazione fissato al 2% , giusto per gradire. Il Giappone sta comprando a mani basse anche in Europa, perché si è convinti che acquistare Btp al 4% di rendimento, o quello degli altri periferici , sia comunque un buon affare, in fondo c’è sempre il paracadute promesso nell’estate 2013 dalla Bce.

2)      L’elezione del presidente Napolitano viene vista benissimo dall’Europa e probabilmente i nominativi dei ministri che saranno resi noti forse entro stasera, sono stati già concordati e decisi in qualche stanza a Bruxelles, da Euroburocrati non eletti, che stanno festeggiando a  loro volta per il risultato acquisito grazie all’inettitudine della nostra classe dirigente.

Il punto è che qui si è ancora convinti che il nostro parlamento abbia la facoltà di prendere decisioni cruciali e quindi il Pd parla di equità e governo di cambiamento, il Pdl di restituire l’Imu ed abolire l’Irap, Grillo di introdurre il reddito di cittadinanza, tutto molto bello ed anche efficace per dare respiro agli italiani, se solo si potesse fare.

Indipendentemente dal fatto che alle famose quirinarie sono giunti poco più di 28.000 voti e che Rodotà (che per la cronaca quasi nessuno conosceva prima di gridarne il nome fuori Montecitorio invocandolo come il salvatore della patria) ne ha presi circa 4.000, ciò che ha detto Beppe Grillo domenica in conferenza stampa a Roma, è da condividere. E’ vero che il sistema legislativo italiano è fatto apposta per prendere in giro il popolo, è vero che una norma apparentemente abrogata per dare la parvenza di equità, può tranquillamente riapparire sotto forma di emendamento di due righe all’interno di un decreto che con quella norma non ha niente a che vedere. Mi sbilancio, a mio parere è da condividere quasi tutto ciò che ha detto, tra l’altro con la maestria di chi sa come funziona la televisione e sa comunicare, probabilmente in modo ancora più efficace di Berlusconi.

C’è però un grande problema di fondo: l’Italia è commissariata dall’EU e io fino ad oggi non ho sentito nessuno dei leader dei tre principali schieramenti parlare di questo argomento. Lo stesso Grillo, mi pare piuttosto volubile a questo proposito.

La credibilità e l’autorità  dell’Italia nei rapporti con gli altri paesi  è sotto zero in questa fase. Basti pensare a come sono stati gestiti il caso dei due Marò, oppure come si sta gestendo il caso Mps, dove la magistratura di Siena si è vista negare il sequestro di 1.8 bn a Nomura da parte della Bundesbank perché non attuabile in base all’ordinamento tedesco. Ma la Germania non era la promotrice delle cessioni di sovranità a favore di regole uniche europee e dell’unione bancaria e bla bla bla ? Oh…certo, non in questo caso, qui c’è di mezzo l’Italia che non conta nulla e si lede un istituzione bancaria tedesca, quindi nessun via libera. Esattamente come quando siamo stati andati avanti a fare l’assurda Tobin Tax e dopo un mese Berlino a dichiarato che la Germania ci avrebbe pensato …tra qualche anno. Oppure quando i nostri mitici governanti hanno dapprima modificato quel tanto che basta la costituzione in assoluto silenzio e poi votato il fiscal compact senza neanche sapere cosa sia, perché tanto, si deve fare, mentre in Germania è stata sollevata giustamente una questione di incostituzionalità sul provvedimento.

 Capito il concetto ? Se finora non sono stati capaci di quantificare a quanto ammonta realmente il debito dello Stato verso le piccole e medie imprese e se lo sblocco dei primi 40 mld stava per essere autorizzato considerando il sistema creditizio come creditore privilegiato, da liquidare per primo (e qui bene il M5S che ha controllato e rotto le scatole ai furbi di turno), come possiamo pensare che si possa abbassare la pressione fiscale, abolire l’irap o istituire il reddito di cittadinanza se prima non ridiscutiamo l’intera nostra posizione all’interno della “prigione europea” ?

P.S. intanto il Btp è salito ancora ed è a 115.50, i festeggiamenti continuano !!