Da qualche ora in Italia impazza l’ennesima pagliacciata ridicola che chiamano “crisi di governo”, ma la domanda da porre dovrebbe essere : quale governo ? Quello che sta vacillando è un governo che non ha posto in essere un solo provvedimento a favore del recupero dell’economia italiana da quando si è insediato. E’ il governo dei perenni rinvii di tutto e del non possiamo decidere nulla, per il semplice motivo che al nostro esecutivo è di fatto inibito ogni potere reale di decisione; lo dimostra la pantomima sugli spiccioli da recuperare per evitare l’aumento dell’Iva, a poche ore dalla scadenza ultima del 30 settembre.

Mentre la distrazione di massa fa egregiamente il suo lavoro, in Europa si lavora sodo, nel silenzio di tomba di tutti i media , concentrati a riportare le dichiarazioni di ministri dimissionari, e attenti a cogliere gli sviluppi per la sorte di un governo i cui poteri sono di fatto nelle mani del presidente della Repubblica e nella sostanza degli Eurocrati di Bruxelles.

Poco fa ad esempio , sono arrivate alcune dichiarazioni da parte di Benoît Coeuré,  membro del consiglio direttivo della banca centrale europea, il quale a margine di una conferenza tenuta presso la Bocconi di Milano ha detto : “La creazione di un meccanismo efficiente per risolvere rapidamente i problemi delle banche insolventi è un passo cruciale per rendere i costi delle crisi bancarie meno onerosi per i contribuenti” ed ha aggiunto : “Sebbene il lavoro da fare sia molto, un quadro regolatorio ben progettato e completo per la risoluzione bancaria, compresi i regimi di ricapitalizzazione che includano i creditori, attenuerà i fenomeni di rischi eccessivi”  . Avete colto  il senso della supercazzola ? No ? Allora provo a tradurre io : -  per scongiurare i fallimenti bancari, d’ora in poi deve valere il modello Cipro; non si dovrà quindi passare attraverso gli Stati , via nuove misure di tassazione dei contribuenti , ma si andrà direttamente a prendere i soldi necessari nell’ordine da obbligazionisti, azionisti e infine correntisti degli istituti di credito in questione.

L’esproprio del conto corrente dei cittadini sta diventando la regola e i burocrati europei ormai non cercano neanche più di nasconderlo.

Twitter : @GDallaglio