Il dollaro australiano, dopo il taglio dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia, ha intrapreso una strada di discesa resa possibile e così ordinata dal fatto che il dollaro americano è stato comprato contro le major, andando ad amplificare la discesa delle quotazioni, inizialmente partita grazie a vendite di dollaro australiano contro il dollaro americano.

Questa notte sono state rilasciate le minute della RBA circa l’ultima decisione di politica monetaria, verbali che non si sono discostati dalle aspettative degli analisti che rimangono ancora sbilanciati sul versante ribassista per quanto riguarda le quotazioni.

Quali i fattori da analizzare in una situazione come quella attuale?

Due. Quello tecnico, in primis, e quello legato alle condizioni correlative che hanno permesso un arrivo intorno a 0.9750, ben al di sotto della parità tra dollaro australiano e dollaro americano (con 1 dollaro australiano, mi danno 0.9750 dollari americani).

Tecnicamente, ci troviamo di fronte ad un grafico a 4 ore che presenta dei minimi momentaneamente crescenti e dei prezzi che si sono allontanati gradualmente dalla parte bassa del canale ribassista tracciato (i minimi non toccano la linea obliqua inferiore). Questo indica una perdita di momentum dei prezzi che potrebbe sfociare in due scenari diversi, valutabili separatamente ma facenti parti della stessa potenziale strategia.

Il mercato ha sviluppato quella che potrebbe rappresentare una figura di continuazione del trend discendente (bandiera ribassista tratteggiata) ed una rottura degli ultimi minimi evidenziati in giallo, potrebbe portare a tentativi di accelerazione verso i minimi, con potenziali estensioni fino a 0.9675 senza che la rottura possa essere considerata come definitiva (area di minimi precedenti, che comincia a 0.9690).

L’idea può essere rafforzata dalla presenza della media mobile esponenziale a 21 periodi, che spesso funziona da resistenza dinamica e dal fatto che i massimi statici precedenti non siano stati superati.

Il fatto che i prezzi stiano perdendo momentum però, deve lasciare aperta la valutazione di una potenziale rottura rialzista, da valutare per un reverse soltanto sopra 0.9880, dato dai primi punti sensibili precedenti per potenziali accelerazioni verso 0.9925 (solo se rotto 0.9940 la rottura può essere considerata definitiva).

AudUsd – grafico 4 ore (fonte Marketscope 2.0)

Se diamo uno sguardo anche ad un indicatore proprietario del broker FXCM, che va a misurare il sentiment di mercato per quanto riguarda i trader retail, notiamo come la maggior parte di essi si trovi sbilanciato lungo di dollari australiani, con la presenza di stop sotto i minimi.

Molto spesso e soprattutto quando i movimenti sono direzionali, un’indicazione del genere può presagire un’accelerazione dalla parte del movimento principale a causa dei primi stop presi che potrebbero far scendere i prezzi che, a loro volta, azionerebbero degli stop entry in grado di far accelerare ulteriormente, per cui raccomandiamo prudenza in caso di acquisti di dollari australiani.

Speculative Sentiment Index – SSI