E’ vero che molte profezie non si sono avverate. Ad esempio, quella di Nostradamus, così come l’altra sulla fine del mondo dei Maya.

Una però l’abbiamo potuta verificare: quella del popolo di Montizuma.

Vale a dire, “educheremo i cittadini al rigore” (della crescita neanche a parlarne; ma questo è altro argomento).

Ma quale rigore ?

Quello delle tasse, ovviamente !

Dopo circa un anno, il governo tecnico ha “mollato”. Tuttavia, le tasse restano; e sono tante (molte delle quali varate proprio dai tecnici) in un contesto dove la pressione fiscale è tra le più alte del mondo (oltre il 50% con punte per le imprese di circa il 70%).

Ne ricordiamo alcune ?

  • nuova imposta di bollo su titoli ed altri strumenti finanziari (aliquota dello 0,15% dal 2013);
  • nuova imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE, con prelievo dello 0,15% dal 2013);
  • nuova imposta di bollo straordinaria (anno 2011) e speciale per le attività scudate e segretate (con prelievo dell’1,35% da pagare il 2013 con riferimento al 2012 e dello 0,40% per gli anni successivi);
  • aumento dell’addizionale Ire dell’aliquota base regionale a decorrere già dall’anno di imposta 2011;
  • aumento della tassazione sulle rendite finanziarie (dal 12,50% al 20% per la maggior parte dei titoli ed altri strumenti finanziari) (vedi tabella allegata);
  • aumento dell’IVA di un punto percentuale a decorrere dal 1° settembre 2011 (dal 20% al 21%) e successivo aumento di un punto previsto dal luglio 2013 (pari al 22%);
  • tasse su imbarcazioni, aerei e auto di lusso;
  • inasprimento delle imposte sulla casa, in Italia e all’estero (IMU e IVIE)
  • tassa sulle transazioni finanziarie a partire dal 2013 (tobin tax “all’italiana”) con un prelievo previsto differenziato che “a regime” (nel 2014) sarà pari allo 0,20% sulla negoziazione di azioni e operazioni ad alta frequenza (0,10% per le transazioni fatte nei mercati regolamentati e nei sistemi multilaterali di negoziazione, nonchè in misura fissa, sulla base di una tabella che verrà fornita, sui contratti a termine ).

In un sistema siffatto, è probabile che, nel futuro più prossimo, saranno molte le persone che si domanderanno se investire i propri denari in titolo di Stato (o governativi in genere di Paesi white list) e pagare così il 12,50% (patrimoniali previste a parte) oppure dare inizio ad un attività d’impresa dove, lo Stato è di gran lunga l’azionista di maggioranza; spesso qualificata ! E non parliamo della pesante burocrazia congenita nel nostro Paese.

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