Oggi vorrei parlare di una argomento talvolta trascurato dagli analisti, ma di vitale importanza per gli operatori del mercato del Forex, ovvero la volatilità. Nel dettaglio parleremo della volatilità del caro Eurodollaro, strumento fondamentale per la finanza e per l’economia di gran parte del mondo trading. L’analisi prende come periodo di studio l’ultimo ventennio di contrattazioni dell’eurodollaro, partendo quindi da fine 1993.
eu - 04-10
Come possiamo vedere dal grafico, anche la volatilità si è dimostrata ciclica ma per la maggior parte del proprio trascorso si è trovata sotto alla soglia di 300 pips per settimana, intesi come valore medio. Solo nei periodi tra aprile e dicembre 95, marzo e ottobre 2008, giugno 2009 e marzo 2012 la volatilità è stata al di sopra del valore  raggiungendo come punti massimi i 400 pips settimanali. Questo significa che solo per il 15% del tempo degli ultimi venti anni la volatilità di eurodollaro ha garantito più di 300 pips a settimana.

Scartando poi gli eccessi del mercato, in positivo e negativo che hanno portato ai massimi storici (di volatilità) del gennaio 2009 (600 pips) e ai minimi assoluti di maggio 2002 e luglio 2007 possiamo affermare che il movimenti di euro dollaro mediamente si aggira dai 300 ai 180 pips alla settimana.

Il valore di oggi segna circa 210 pips e ci troviamo in un momento in cui è addirittura in calo, quindi non solo ci troviamo vicino ai minimi storici ma siamo anche in una fase di diminuzione dei movimenti.

Un’altra indicazione la troviamo analizzando il tempo con cui la linea della volatilità sale e scende e forma dei minimi, come se stessimo guardando un grafico del prezzo. Si può notare chi i tre minimi più importanti si sono verificati ciclicamente circa ogni 5 anni e 6 mesi, e oggi ci troviamo nella zona di possibile inversione dato che sono ormai trascorsi quasi 6 anni dal precedente minimo.

Potremmo pero’ raggiungere anche la quota bassa utilizzata come “supporto” prima di vedere una concreta inversione di tendenza.

Oggi dobbiamo quindi fare i conti con questi bassi movimenti di prezzo e quindi il trading non può essere lo stesso che viene adoperato quando la volatilità è alta. Oggi abbiamo il vantaggio di avere Stop Loss più corti ma anche i nostri gain dovranno essere ridotti. Questo porta a dover alzare la leva, mantenendo sempre un profilo di rischio moderato e conservativo. In ultimo la gestione delle posizioni una volta raggiunti i primi target di profitto. Difficile oggi lasciar correre per puntare ad un ulteriore profitto, specie nell’intraday.

Oggi, raggiunti i rischi rendimento “garantiti” dall’analisi operativa è meglio liquidare la posizione ed attendere una nuova possibilità di trading.

Lucas