L’altro giorno in Tv ho visto ripetersi un copione più volte collaudato nei tanti talk show che affollano la prima serata della nostra ormai piccola Italia; uno degli ospiti parlava della critica situazione dell’Europa prendendo spunto dalla Grecia e subito la telecamera andava sul conduttore e di seguito sull’europeista di turno il quale interveniva dicendo che …”L’Italia è un grande Paese, l’Italia è un colosso che non si può minimamente paragonare alla Grecia e neanche a qualcuno degli altri stati periferici europei”….per poi aggiungere la frase d’ordinanza …”attenti, uscire dall’Euro e disconoscere l’Europa sarebbe un disastro”.  

Il mio parere in merito lo conoscete, ma per coloro che magari mi leggono per la prima volta, farò una breve panoramica della situazione della Grecia alla vigilia del ritorno nel Paese dei commissari della Troika: in un rapporto che doveva rimanere riservato e che poi è stato invece pubblicato dalla stampa greca, le banche affermano che più di 2 milioni di prestiti non sono rimborsati ;  800mila prestiti al consumo, 900mila sulle carte di credito, 100mila prestiti alle industrie e 300mila mutui immobiliari, le cui scadenze non sono più pagate da oltre tre mesi.  La recessione colpisce la Grecia da ben sei anni, con un tasso di disoccupazione al  28% della popolazione e un basso consumo interno.  Il signor Olli Rehn e lo stesso governo greco non avevano detto che la recessione era alle spalle e c’era la ripresa, come certificato dall’avanzo primario tanto sbandierato nel budget  2013 ?

Ora , dopo questi disastri, che tra l’altro fior di economisti e rappresentanti delle èlite, hanno ammesso essere stati causati proprio dalle politiche di austerità totalmente errate degli ultimi  anni, la banca centrale europea e i soliti personaggi della commissione europea – Barroso e Rehn in testa,  hanno ricominciato ad ammonire l’Italia, affinchè stabilizzi la sua situazione politica ed economica. Non bastano più i governi Euro-diretti con il telecomando, non bastano più le frasi di circostanza sul “proseguimento della strada delle riforme intrapresa” (ma quali ?), adesso giunge la stagione del colpo mortale,  quello che sperano di dare per affossare definitivamente il “Bel Paese”, magari a colpi di altre patrimoniali ed esproprio finale  dei risparmi accantonati in 60 anni dai nonni e poi dai nostri genitori.

Sul fatto che l’economica sia ormai totalmente scollegata dall’andamento dei mercati finanziari ho già scritto più volte, anche di recente;  mentre i dati macro indicano impietosamente che siamo nel peggior momento della nostra storia economica, mentre aumentano le chiusure delle aziende, delle piccole imprese, delle partite Iva, mentre aumentano i suicidi dovuti alla disperazione di singoli individui, il famigerato spread ieri è sceso a quota 177 e l’indice Ftse Mib è ormai diretto verso quota 21000 punti confermando che i rialzi di borsa basati sul nulla esistono, eccome. Tutto merito della speculazione che alimenta la propensione al rischio. Badate bene però, quando chi sta accumulando la carta straccia italiana , greca, spagnola, portoghese, avrà raggiunto i guadagni prefissati, la scaricherà molto velocemente e a quel punto vedrete i titoloni dei giornali dare la colpa ai movimenti antieuropeisti e alla instabilità politica. Scommettiamo ?

Informati sul nuovissimo corso “spread commodity”  di Giancarlo Dall’Aglio
A Milano ad Aprile