Prendo spunto dalla lettera di un lettore, per tornare sull’argomento Euro e UE, affrontato qualche giorno fa. Spero abbiate la pazienza di leggere per intero questo articolo, perchè nell’ultima parte troverete dei dati sorprendenti.

Ecco la lettera

Gentile Sig. Dall’Aglio
Ho letto il suo intervento le contraddizioni della propaganda europeista .  ”È solo per capire meglio che le scrivo (mi interesso di Economia)
Non mi faccio influenzare dai sorrisetti dei fautori dell’euro, cerco di capire gli scenari con le relative variabili economiche e spero che Lei mi possa aiutare :Il cambio Lira/Euro, come quello delle altre monete, si basò sul cambio delle diverse monete con l’Ecu (valuta-paniere introdotta dal Consiglio Europeo nel 1978, siamo quindi ancora lontani dall’EURO) e il cambio fu fissato quasi al livello che la Lira aveva con l’Ecu (1940 Lire), anche se il cambio con l’Euro fosse stato sopravvaluto come dice Lei con uno svantaggio del 30%;forse fu svantaggioso, di sicuro ci fu un aumento successivo dei prezzi e la classe media dei dipendenti ne ha pagato il prezzo per diversi anni.  Ma oggi , in caso di reintroduzione e svalutazione della nuova Lira, (perché sorrisetti a parte quella ci sarebbe di sicuro), avremmo una fregatura doppia : allora ed adesso. La maggior parte delle materie prime ed energia (contrattate in dollari) le compriamo dall’estero per non dire di PC ed elettronica in generale, preferirebbe pagarle con la vecchia/nuova Lira ? o con l’euro a circa 1,36 sul dollaro? Sullo scenario mondiale dell’economia preferisce il peso della Lira o avere il potere dell’Euro ? Spero non mi parli di quello che dicono di solito : un ritorno alla Lira (svalutata) per favorire le esportazioni. .Per favorire l’esportazione bisogna abbassare il costo per unità di prodotto che oggiAggiungi un appuntamento per oggi è “taglieggiato” da un livello di tassazione altissimo,e non abbassare il costo del lavoro che deprimerebbe ancora di più il consumo.Ho letto da qualche parte che durante la Grande Depressione successiva al crollo del 1929 molti paesi innalzarono barriere contro il commercio di prodotti stranieri, per proteggere le proprie economie in difficoltà, il che comportò la svalutazione delle monete nazionali e un declino del commercio mondiale,
L’esigenza di una cooperazione economica internazionale portò in seguito alla creazione del Fondo Monetario Internazionale. Ovviamente ci sarebbe molto da dire sull’esigenza di una politica diversa da parte dell’Unione Europea, ma questo è un altro discorso. In poche parole sorrisetti a parte, a quali scenari economici positivi crede possa portare un ritorno alla Lira ?E con quali possibili variabili economiche ?
Grazie
Cordiali Saluti

Lettera firmata

Caro amico, visto che la discussione è certamente di pubblico interesse, le rispondo pubblicamente anche se in modo conciso, cosciente che il tema non possa essere liquidato in poche battute:
Dalla sua lettera si evincono quelli che secondo me sono alcuni  errori concettuali,  ma andiamo per ordine esaminando due punti:

A) Lei scrive:  ”La maggior parte delle materie prime ed energia (contrattate in dollari) le compriamo dall’estero per non dire di PC ed elettronica in generale, preferirebbe pagarle con la vecchia/nuova Lira ?”
Facciamo l’esempio della benzina:  chi afferma che i prezzi salirebbero alle stelle dice il falso. Il prezzo dei carburanti in italia è composto per oltre il 55% da accise dello Stato e sulla restante parte il prezzo del petrolio alla fonte incide solo per il 5 / 10%.

B) Lei scrive: “Spero non mi parli di quello che dicono di solito : un ritorno alla Lira (svalutata) per favorire le esportazioni”
Come faccio a parlare di esportazioni, se tra poco non ci sarà più niente da esportare ?
Il punto saliente da considerare è il debito pubblico. Con un ritorno ad una valuta nazionale non saremmo più costretti ad  comprare il credito in una moneta non nostra. La banca centrale riprenderebbe a fare il suo lavoro. Certo svaluteremmo un bel po’ inizialmente, ma avremmo la possibilità di un immediato ribasso delle pressione fiscale e questo rilancerebbe Pil e consumi, dando davvero fiato all’economia.

Ai critici e agli oltranzisti del Pude (partito unico dell’Euro), domando:

il Regno Unito , che stampa ininterrottamente moneta dal 2009, è per caso sull’orlo del default ? Fa fatica a vendere il suo debito anche agli investitori esteri ? Gli Usa fanno fatica a vendere il proprio debito ? E qual è la proiezione del Pil per il 2014 ? Ve lo dico io: oltre il 3%. Il Giappone che molti davano per morto, a che tasso si finanzia ? E’ vero o non è vero che è stato posto un target di inflazione, per uscire dalla stagnazione in cui era caduto ?

Ed ecco un pò di dati che non riguardano l’Italia.

Ma poiché da trader di borsa, sono abituato a parlare con dati alla mano, le chiedo se è difendibile il sistema della UE a fronte di questi dati che dimostrano la distruzione economica che ha provocato la creazione dell’UE e l’introduzione della moneta unica dal 2000 ad  oggi.

Ungheria. È stata praticamente liquidata la produzione degli autobus Ikarus, un tempo popolari.
Polonia. Sono state chiuse il 90% delle miniere, che occupavano oltre 300.000 dipendenti, da quando la Polonia è entrata a far parte dell’UE nel 2004, e il 75% dei minatori polacchi hanno perso il posto di lavoro. Il cantiere navale di Gdansk, il più grande al mondo negli anni Sessanta e Settanta, è ormai fermo. Quanto al debito estero della Polonia, è salito dai 99 miliardi di dollari del 2004 a 360 miliardi all’inizio del 2013.
Lettonia. L’industria elettronica ed automobilistica ha chiuso i battenti.
Lituania. L’allevamento è “sceso del 75%, poiché i residenti hanno smesso di allevare bovini” a seguito delle quote latte dell’UE. Su richiesta di Bruxelles, il paese ha chiuso la centrale nucleare di Ignalina e ora dipende dalle importazioni di energia.
Estonia. L’allevamento è sceso dell’80%, e l’agricoltura è stata riorientata alla produzione di biocarburante. In ottemperanza alle richieste UE, l’Estonia ha ridotto di quasi due terzi la produzione di energia elettrica, da diciannove milioni a sette milioni di kilowattora, ed è stato chiuso lo stabilimento di macchine utensili di Tallinn.
Nel 2007,  la Commissione Europea inflisse una penale a questi tre stati baltici per aver tentato di creare scorte di cibo al fine di ridurre i prezzi.
Grecia. Sotto le riforme imposte dall’UE la produzione di cotone è crollata della metà, le quote agricole hanno colpito duramente i produttori di vino, la famosa cantieristica ha cessato di esistere e gli armatori greci “hanno acquistato 770 navi all’estero da quando il paese è entrato a far parte dell’UE..

Ovviamente non è tutta colpa dell’Euro e in Italia corruzione (ingerenza del sistema politico in tutti i gangli della pubblica amministrazione) e burocrazia impazzita peggiorano di molto la situazione,  ma l’euro è l’arma letale dell’unione sovietica  europea

Twitter: @GDallaglio