Classica settimana autunnale nelle borse, con Piazza Affari che performa peggio delle altre. Da un lato molti investitori speculativi sono fuggiti dal mercato dopo che il governatore della Bce la scorsa settimana ha raffreddato le attese di chi vedeva un QE sul modello americano ormai alle porte; dall’altro lato non si è ancora ristabilito quel clima di fiducia per il comparto azionario dopo i deludenti risultati macroeconomici, che vedono l’eurozona ancora alle prese con una fase di stagnazione.

E’ svanito così nel giro di poche ore anche il tentativo di rimbalzo dopo l’uscita dei verbali della Fed in materia di tassi. La banca centrale Usa ha confermato che non saranno aumentati i tassi fino a quando l’economia non sarà in grado di assorbire tale mossa. Ciò dimostra, ancora una volta, la capacità della banca centrale Usa di essere vicina alla situazione in maniera indipendente, al contrario di quello che passa il governatore della Bce “tirato per la giacchetta” da tutte le parti e osteggiato nella politica di sostegno dalla maggior parte dell’establishment dell’Europa centrale.

E’ continuata invece anche  questa settimana l’attività sul mercato primario, molte le emissioni in questi giorni.

Conclusa l’offerta di riacquisto dei bond senior Cir 5.75% 2024. Per la holding di De Benedetti,  le azioni in borsa sono scese perché, secondo gli analisti, il mercato non ha gradito l’operazione di buy back del bond senza contestuale rifinanziamento del debito a costi più bassi, come è stato fatto da Exor per rifinanziare altri titoli in scadenza nei prossimi anni. Il nuovo titolo da  500 milioni di euro  con cedola fissa annua al 2.5% e scadenza ottobre 2024 è stato un successo anche sul mercato secondario.

Mediobanca torna ad emettere obbligazioni sul mercato domestico, infatti ha collocato sul MOT un bond denominato in dollari americani che offre una cedola fissa del 3% per cinque anni per 200 milioni di controvalore. La scelta di collocare un bond in dollari cade in un momento propizio, in cui la domanda di obbligazioni in valuta USA da parte dei risparmiatori reali sta aumentando. Infatti il rafforzamento della valuta americana è, secondo molti analisti, destinato a proseguire ancora per molto tempo, sia per la crescita dell’economia americana che per l’elasticità nella scelta delle politiche monetare della FED.

Nel settore farmaceutico MERCK & Co con rating A2/AA si è finanziata con 2.5 miliardi di euro emettendo tre nuove obbligazioni: 1 miliardo sulla scadenza ottobre 2021 con cedola 1.125%, 1 miliardo ad ottobre 2026 con cedola 1.875% e 500 milioni sulla scadenza ottobre 2034 con cedola annua fissa al 2.5%.

Sempre tra i corporate da segnalare: Melbourne Airport con 350 milioni di euro cedola 1.75% sulla scadenza decennale, Bertelsmann con 500 milioni, cedola 1.75% a 10 anni e sulla scadenza a 5 anni General Motors con 500 milioni di euro cedola fissa del 1.875% .

Il gigante agricolo tedesco KTG Agrar ha collocato obbligazioni per 50 milioni di euro, cedola fissa al 7.25% per cinque anni con tagli minimi di 1000 euro destinati ai piccoli risparmiatori.

Tra le agenzie statali la spagnola CORES con rating BBB ha emesso una nuova obbligazione per 250 milioni di euro, cedola 2.5% e scadenza ottobre 2024.

La Spagna ha emesso il primo bond legato all’inflazione europea di quest’anno, si tratta di 5 miliardi di euro con cedola minima dello 0.55% e scadenza al 30/11/2019.

Tra i rumors Infra Froch con rating BBB dove gli operatori si aspettano 950 milioni di euro suddivisi in due tranche: 6 anni e 10.5 anni, il Credito Emiliano che sta preparando un covered bond e la Repubblica del Kazakhistan che sta esplorando nuove opportunità.

Carlo Aloisio