Cari lettori ,

venerdì 15 marzo c’è la scadenza tecnica di future , opzioni.  Invito tutti a guardare con attenzione cosa succederà nei primi due-tre giorni della settimana successiva  in particolare sul mercato americano.

Le scadenze tecniche trimestrali spesso marcano la linea di confine di mercati con dimensioni e direzionalità diversa.  Nello specifico mi  aspetto che  il trimestre  marzo – giugno  2013 si presenti sui mercati azionari con una volatilità  molto più alta e una direzionalità inferiore rispetto al primo trimestre.

L’ottimismo è ai massimi,  tutti hanno già comprato e meditano di incrementare le posizioni,  la borsa americana continua a salire con multipli dei titoli ormai che scontano  i migliori scenari degli anni 90. Non conosco algoritmo di trend che non sia lungo su azionario su qualsiasi time frame.   Gli spread sull’obbligazionario dell’area euro  sono sembrati abbastanza poco sensibili alla situazione italiana nonostante si riaprano  in modo evidente i motivi che hanno minato la scorsa estate la zona euro.

Aggiungo che da 10 gg mentre l’azionario USA sale e fa nuovi massimi il dollaro anziché deprezzarsi seguendo le correlazioni storiche, si apprezza.  E’ possibile che uno dei due menta, vedremo a breve  chi.

Non può mancare il detto sell in may and go away , con la differenza che essendo ormai molto conosciuto  gli adepti della stagionalità tendono da qualche anno ad anticipare  i sell che  iniziano ad arrivare ad aprile anziché aspettare maggio ..

E’ evidente, lo abbiamo detto a partire da questa estate,  che la benzina che alimenta questo motore è la liquidità immessa soprattutto dalle banche centrali USA , GIAPPONE, UK e CINA.   Ma dobbiamo essere tutti consapevoli che da questo momento in avanti sul mercato azionario  USA  si apre di nuovo  il gioco del cerino , non sappiamo quando finirà ma sappiamo che succederà .  Con questo non voglio dire di correre a liquidare delle posizioni ma semplicemente di monitorarle sempre più da vicino ed essere pronti ad intervenire tempestivamente.  Dalla nostra c’è il fatto che di solito la formazione di figure di massimo richiede tempo e le fasi di distribuzione possono durare anche mesi con i prezzi compressi in una fascia laterale che può essere scambiata per una fase di accumulazione. Quindi se anche questa volta sarà così dovremmo avere  tempo per accorgercene.

Quello che succede sul mercato americano influenzerà come sempre il resto del mondo anche se questa volta possiamo pensare che  essendo il peso specifico degli USA sul resto del mondo inferiore gli effetti potrebbero essere meno evidenti su economie asiatiche e sudamericane ben più in forma delle nostre.

Sarà la storia a decidere se l’approccio  americano o tedesco è quello giusto per uscire dalle secche …  e non i giornali o i commentatori in grande parte schierati  per la bontà della cura americana.  Noi oggi siamo dentro alla nostra attulità  ed è troppo semplice e pericoloso ragionare sul fatto che dalle crisi precedenti ne siamo usciti aumentando la base monetaria.  Finchè l’economia  e la popolazione mondiale si espande il gioco regge , l’economia di carta può andare più veloce di quella reale perché comunque quella reale nel tempo  si espande e la raggiunge..   ma quando questo fenomeno terminerà le regole del gioco cambieranno.

Allo stesso modo è facile per noi pensare che chi nel 1634 scambiava dei bulbi di tulipano  allo stesso prezzo dell’oro  era un matto,  guardiamo oggi a quel periodo di prima industrializzazione come se fosse abitato da trogloditi economici..  pensiamo a  cosa penseranno i nostri successori fra un secolo  o due e facciamoci venire il dubbio magari di non essere per forza dalla parte dei sapienti e dei furbi.

A parte le digressioni storiche vi dico questo per ricordarvi  che ogni asset allocation deve tenere presente di possibili scenari anche molto diversi. Nel momento in cui sembra non esservi più alcun dubbio sulla direzione del mercato quello è il momento più pericoloso perché potremmo essere vicini ad un massimo o un minimo.

Una volta immessa liquidità in quantità molto superiori al valore dell’economia reale esistono solo  due modi per  ritirarla  dal mercato,  le banche centrali e i default/ristrutturazioni del debito.

Lo scopo di questo intervento non è quello di fare terrorismo psicologico ma semplicemente di invitare tutti alla prudenza massima, occhi e orecchie bene aperti e baionetta inserita sul fucile ..