Rally sull’azionario ? inversione di trend e vigilia di un grande rialzo ? O semplicemente le azioni europee non potevano più scendere perché avevano esagerato ?   Questo non posso naturalmente saperlo con certezza  perché non vedo nel futuro come nessuno, però per chi pensa che ci sia un trend da cavalcare o comunque che gli indici non possano più fare a breve dei nuovi minimi oggi voglio analizzare un etf di seconda generazione quotato sul mercato italiano da gennaio di quest’anno che può rivelarsi parecchio efficace.

Analizzeremo il Lyxor ETF EURO STOXX 50 BuyWrite ISIN : FR0010389205 ,   evidenzio che quella  che segue non è una raccomandazione di acquisto dello strumento ma semplicemente un analisi del suo funzionamento e delle sue regole di gestione che sono in grado di ridurre drasticamente il drawdown massimo dello strumento nei momenti di ciclo negativo e di aumentare i guadagni in periodi di lateralità di mercato.

Intanto spieghiamo subito  cosa è un etf di seconda generazione e nel farlo  ricordando  cosa è  un etf di prima generazione.   Un ETF di prima generazione è uno strumento equiparabile ad un fondo ma con la caratteristica di essere quotato  e che si propone di replicare il più fedelmente possibile un indice.  Nel nostro caso un ETF si prima generazione sull’eruostoxx ( ce ne sono molti quotati ) ha come missione quello di replicare l’indice euro stoxx 50.  L’indice fa +3% l’etf deve fare + 3% , l’indice fa -3%  e  allora l’ETF farà -3% .  I costi di gestione sono molto bassi e di fatto il gestore è un programma che molto semplicemente calcola in % l’esposizione da tenere su ogni titolo azionario in funzione del peso che questo ha sull’indice.  Semplice , lineare , economico .. ragionamento ormai digerito da tutti ..

Cosa fa invece l’ETF di seconda generazione?  Aggiunge una seconda gamba di gestione, aumenta la complessità sempre restando nella filosofia del comportamento automatico / standard quindi governabile da un programma e quindi replicabile  in modo perpetuo.

Il DJ Euro Stoxx 50 BuyWrite è un indice creato dalla Stoxx che incorpora la strategia definita “BuyWrite”, conosciuta fra gli operatori finanziari anche come strategia “CoveredCall”.
Questa strategia abbina all’investimento sul benchmark di riferimento (in questo caso il DJ Euro Stoxx 50) la vendita di un’opzione call sull’indice stesso con scadenza un mese e un prezzo di esercizio (strike) posto al 5% al di sopra del valore dell’indice. Ogni mese, alla scadenza dell’opzione, viene automaticamente venduta una nuova opzione call con scadenza un mese e un prezzo di esercizio (strike) al 5% out-of-the-money.
Vendendo ogni mese la call, se l’indice è cresciuto meno del 5% si guadagna la differenza tra lo strike e la quotazione dell’indice a cui bisogna aggiungere l’incasso della call che non verrà esercitata. Nel caso di un calo, invece, si riduce la perdita.

L’adozione sistematica di questa strategia (posizione lunga sull’indice e contestuale vendita di opzioni call con strie superiore al 5%) permette di generare un rendimento superiore a quello dell’indice DJ Euro Stoxx 50 nel caso di mercati neutrali o leggermente rialzisti/ribassisti. La strategia porta, infatti, a un apprezzamento del prodotto non solo in funzione della crescita del DJ Euro Stoxx 50, ma anche in virtù dell’incasso del premio per la vendita dell’opzione call.
Evidentemente la strategia risulterà meno redditizia nel caso di rialzi mensili superiori al 5% durante il mese di vita dell’opzione. L’investimento appare quindi da preferirsi nelle fasi laterali del mercato o leggermente ribassista quando la strategia BuyWrite dovrebbe aumentare i rendimenti attesi dall’indice di riferimento.

Quindi ricapitolando, se nel mese l’indice sale  piu del 5%, l’equivalente ETF senza la vendita di call batte il nostro bywrite, in caso contrario il nostro bywrite fa  sempre meglio dell’equivalente ETF  eurostoxx normale.

Si mette quindi un  limite ai nostri guadagni  mensili ma in contropartita si ottiene una minore perdita quando l’indice scende ( questo perché si incassa il premio della call) e si ottiene un maggior guadagno quando l’indice sale ma meno del 5%.   Un grafico come sempre ci chiarisce le idee (confronto effettuato l’equivalente ETF quotato sulla borsa francese da più di 5 anni), ecco il confronto tra il bywrite e l’indice.   Incredibile la differenza di performance  positiva  che è riuscito ad accumulare rispetto all’indice,   in   5 anni  oltre il 30% !!!

Mettiamoci pure che l’indice è nel periodo di osservazione mediamente sceso, quindi è normale che il buywrite faccia meglio però anche ad occhio e visibile che la differenze di rendimento si accumula soprattutto sul mercato laterale.

Perché è così efficace la vendita di  opzioni call ad un mese il 5% sopra al valore dell’indice ad inizio mese ?

Tutte le risposte e gli approfondimenti matematici li trovare  nell’ottimo libro di Domenico Dall’olio  edito da tradinglibrary dal titolo “iron condor” nel quale sono contenute e spiegate da un punto di vista statistico le distribuzioni dei rendimenti dei principali indici azionari  http://www.tradinglibrary.it/scheda.php?idArticolo=709  o per chi lo possedesse già nella traduzione del libro di Pardo “la valutazione e l’ottimizzazione delle strategie di trading” in cui è presente in appendice un capitolo a cura sempre di Domenico Dall’Olio,   Libro sempre disponibile su tradinglibrary  http://www.tradinglibrary.it/scheda.php?idArticolo=681 .

Vienici  ad incontrare il 13 ottobre al trading tour’s che fà tappa a Torino, parleremo anche di questi argomenti, registrazioni a questo link    http://www.letteradiborsa.it/traders-tour-torino/

Alla prossima                                        fabrizio.badariotti@gmail.com