Dopo quasi tre anni di discesa tutti sono pessimisti, ed infatti si sale.

Rofy Gillen, in un articolo pubblicato da Gold-Eagle, segnala la probabile fine del movimento ribassista sull’oro.

L’indice Philadelphia Gold & Silver Miners, che aveva toccato un massimo di 225,79 nell’aprile 2011, era sceso a candela fino a quota 80,43, toccata nel dicembre 2013, un crac del 64% circa.

Da quella data è iniziato un movimento rialzista che sta prendendo in contropiede tutti gli analisti.

All’inizio di quest’anno  le previsioni pessimistiche si sprecavano, tutti pronti a giurare che l’oro sarebbe sceso a 1000 dollari per oncia. Quotava 1190 e il terrore di perdere spinse molti incauti a liquidare. Sono passate solo sette settimane e l’oro ha messo a segno una performance molto più elevata di quella degli indici azionari. Venerdì ha toccato 1320 dollari per oncia.  Un 7% di salita che stride con il precedente pessimismo. Probabilmente qualcuno sarà portato a liquidare. Con i tassi in vigore ci vogliono molti anni per incassare tale rendimento a  livello di obbligazioni. Quanto è accaduto dimostra l’inutilità di ogni previsione per l’oro. I prezzi di oro ed argento, come segnalato da un decennio da GATA, sono sfacciatamente manipolati.

L’analisi tecnica non serve a niente, l’unico segnale importante era stata la decisione di JPMorgan, fautrice del grande ribassi da 1900 a 1180 euro, di mettersi al rialzo sull’oro un paio di mesi fa. JPMorgan ha ovviamente alle spalle una ben collaudata forza . Non aveva ancora chiuso tutti i ribassi sull’argento, ma probabilmente l’ha fatto  in gennaio.

Ora vediamo su cosa punta. Le basta un 10% o vuole rivedere i precedenti massimi ? La scommessa e’ aperta.

Per chi voglia accettarla ricordiamo di applicare sempre gli stop loss.

E quali titoli scegliere ?

Sull’oro : Newmont, Iam Gold, Agnico Eagle, Royal Gold.

Sull’argento  la scelta e’ quasi obbligata: Silver Weathon

Senza dimenticare  gli ETC fisici PHAU e PHAG ricordando pero’ che  questi non sterilizzano l’effetto valuta-dollaro.

Ma se si crede anche nella forza del dollaro….

Guido Bellosta