I mercati finanziari sono nervosi in questa fase, tanti i catalizzatori, ce n’è per tutti. Martedì ad esempio,, dopo l’annuncio della possibile imminente invasione dell’Ucraina da parte della Russia, le borse Usa hanno dato vita ad un sell off che in pochi secondi ha fatto passare in negativo gran parte degli indici. Deboli soprattutto i bancari, mentre si rafforza il dollaro.

Veniamo all’Italia , visto che riguarda più da vicino gran parte dei nostri lettori. E’ di questa settimana la notizia che i gestori di Goldman Sachs sarebbero usciti dalle posizioni di acquisto assunte sul nostro debito pubblico (Btp) e sulla borsa italiana a metà 2012, quando Draghi tranquillizzò i mercati con la frase “whatever it takes”. Anzi, Goldman in questa fase sconsiglia tutti i periferici.

Ieri il dato del PIL del secondo trimestre ha deluso gli analisti (ma quali ? Quelli allineati con lo scempio che si sta compiendo in Europa da anni forse). Il risultato di 0.2%, indica che l’Italia è nuovamente , di fatto, in recessione tecnica, oltre che reale.

Sono giorni che nel nostro Paese si parla di manovre aggiuntive per settembre, si danno cifre (20/30 mld), si accenna ad interventi diretti sui conti correnti dei contribuenti; sono giorni che il governo, nella persona di Renzi smentisce, anche se ieri mattina, in verità, il ministro dell’economia si diceva preoccupato e per la prima volta ammetteva che i conti potrebbero non essere così in ordine come dichiarato fino a questo momento.

E allora la domanda è: cosa è cambiato rispetto a qualche settimana fa, quando i mercati flirtavano con piazza affari e soprattutto con il debito pubblico italiano, spedendo i rendimenti ai minimi storici e facendo restringere lo spread con il bund tedesco ? Per caso il governo ha improvvisamente cambiato strategia scontentando i mercati ? Niente di tutto questo ! Il governo Renzi, fino a questo momento, non ha fatto assolutamente nulla per creare le condizioni affinchè  l’Italia svolti. Perfino la mossa elettorale degli 80 euro è risultata completamente inutile per dare una scossa ai consumi, visto che i dati relativi alle vendite al dettaglio dicono il contrario.

E allora ? E allora potrebbe essere in atto un movimento che potrebbe portare ad una nuova impennata dei tassi sul debito, il pretesto per preparare la strada ad una nuova massiccia dose di austerità, lacrime e sangue per ottobre. Aspettiamo il dato sul Pil e speriamo di essere smentiti. D’altra parte, se anche il direttore di Repubblica inizia ad invocare la Troika, vuol dire che qualcosa già bolle in pentola, e non sarà un bel pasto, non per gli italiani.

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