Spesso capita che eventi esogeni (guerre , attentati, calamità naturali, crisi di governo) contribuiscano a modificare , almeno temporaneamente,  i prezzi di alcuni asset quotati.  Di solito i mercati tendono a prezzare in anticipo e il 90% delle volte in eccesso il rischio derivante dall’evento in questione e questo fattore provoca inevitabilmente un aumento del nervosismo e della volatilità delle quotazioni.

In questa fase abbiamo ben più di un esempio di distorsioni dei prezzi degli asset, dovute a questioni diverse:

Tapering .  Il mercato, da qualche settimana, sconta la probabilità che la banca centrale Usa inizi la riduzione del quantitative easing infinity, implementato un anno fa. I vari operatori istituzionali temono che venga progressivamente meno il fiume di liquidità che la Fed sta immettendo sui mercati dei bonds e dei mutui (al ritmo di 85 bn mese), e scontano un rialzo dei tassi d’interesse. Da qui la liquidazione avvenuta in primis suoi mercati dei paesi emergenti, risultata ben visibile nelle scorse settimane e l’impennata dei rendimenti dei bonds Usa. Il tesoro degli stati Uniti non sarebbe in grado di affrontare una massiccia liquidazione dei suoi bonds (Cina in primis), visto il già enorme ammontare del suo debito pubblico.

Crisi siriana. In questo contesto, anche se appare cinico a dirsi, può capitare a fagiolo un evento esogeno che “giustifichi” il rinvio di qualsiasi decisione di politica monetaria, in nome di interventi militari che possono avere ripercussioni negative sui mercati finanziari. Guarda caso già a Maggio si parlava di utilizzo di armi chimiche verso i civili, ma in quel caso , fonti delle Nazioni Unite , attribuirono ai ribelli l’uso di gas nervino, e non al regime di Assad. Da qualche giorno invece la situazione , almeno ufficialmente, sembra essersi ribaltata e, improvvisamente, è stato dato molto risalto alla questione, attraverso la diffusione di foto di alcune vittime civili.

Ieri i media hanno attribuito alla vicenda Siria il ribasso delle borse e soprattutto il peggioramento del famigerato spread BTP/BUND, che si è allargato sopra quota 250. La solita buffonata. Non era merito del governo italiano quando migliorava, non è direttamente colpa della Siria se si allarga nuovamente. I mercati fanno il loro gioco e chi opera non è un’opera pia di beneficenza, ma sta lì per far soldi.

SSSS 10 yr yeld

Ieri i flussi semplicemente sono tornati sui paesi core, quindi in Europa sul Bund tedesco a discapito di tutti gli altri, in particolare dei periferici più traballanti (Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda), tutti in peggioramento; ma attenzione, i soldini sono andati anzitutto sulla carta a stelle e strisce, facendo scendere i rendimenti da livelli che iniziavano a preoccupare Bernanke e soci.

Com’era quella frase ? A pensar male si fa peccato…..  e io ultimamente sono un gran peccatore.

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