La situazione sui mercati inizia a farsi interessante. Mentre infatti prosegue il decoupling tra le borse Usa e quelle europee, con gl’indici di wall street decisamente deboli rispetto a quelli del vecchio continente, la sensazione è che la diatriba sullo “shutdown”, potrebbe presto fornire degli ottimi spunti di trading.

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Che in Usa si faccia sul serio è piuttosto evidente, a cominciare dall’inedita chiusura (temporanea) per mancanza di fondi pubblici, dei dipartimenti che effettuano le rilevazioni utili a fornire con precisione , a scadenze definite, i dati macroeconomici che riguardano l’andamento dell’economia. Venerdì scorso così, non è stato diffuso il dato più importante del mese, il rapporto sull’occupazione, che tra l’altro serve anche alla Fed come termometro per stabilire quando far iniziare il famigerato tapering.

Come nel settore bancario esiste il too big to fail (troppo grande per fallire), a maggior ragione questo concetto è valido per gli Stati. Nessuno crede alla favoletta che gli Usa possano davvero dichiarare default, smettere di pagare le obbligazioni contratte attraverso l’emissione di titoli di Stato e così via, ma nulla esclude che lo stallo possa protrarsi ancora un po’, prima di giungere al classico compromesso politico, di allungamento dei tempi necessari a trovare un accordo di più lunga durata al congresso, in merito al tetto del debito pubblico.

Nulla vieta che nelle prossime giornate si possa assistere a qualche “sollecitazione” ad agire da parte dei mercati, che potrebbero spingere un po’ più giù le borse e magari far salire un po’ i rendimenti dei bonds. La mia idea tuttavia è che in questa fase possa essere produttivo tenere un atteggiamento contrarian. Eventuali affondi ribassisti delle borse Usa quindi potrebbero costituire occasioni d’acquisto per un rally di fine anno che magari potrebbe portare i prezzi su nuovi massimi assoluti. Al contrario, sui metalli preziosi, la risoluzione del problema “shutdonw” potrebbe attirare una nuova ondata di vendite, visto che il trend, fino ad ora, su Oro e Argento, è ancora impostato al ribasso.

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