La ricetta fatta di tre ingredienti  per salvare l’Italia (forse!)… Oggi voglio parlarvi di spread ed in particolare di spread BTP/ Bund,  quello che tutti i giorni  ormai come le previsioni del tempo viene minuziosamente rilevato e poi comunicato a chiusura mercati. Vorrei anche provare a spiegarvi perché di fatto non è così  determinante per le possibilità che il nostro paese ha di salvarsi.

Spieghiamo brevemente intanto di cosa si tratta, anche se molti di voi lo sapranno già , ma un ripasso non guasta mai.

Lo spread che qui sotto viene illustrato in un grafico misura la differenza di rendimento tra il titolo di stato decennale italiano  ( il BTP) e quello del titolo decennale di stato ritenuto  più sicuro della zona euro ovvero Bund Tedesco.

Quello che ormai è passato come messaggio è che se lo spread sale le cose vanno male e che se scende vanno bene. Questa assioma è  quanto meno incompleto se non errato;  provo a spiegarvi perché. Partiamo però  con il film dall’inizio altrimenti  ci perdiamo informazioni importanti.

Iniziamo dalla  struttura del debito pubblico italiano,  ammonta  ormai ad un  cifra vicina ai 2.000 miliari di euro ( difficile anche da scrivere in numeri meglio scriverlo in lettere) contro un PIL ( prodotto interno lordo); vale a dire la somma di tutti i prodotti e servizi ( fatturati ) in Italia in un anno che si ferma invece a circa 1600 miliardi.  Ne consegue che  il famigerato rapporto debito /PIL si attesta ormai a circa il 125% ,  ancora in aumento rispetto a rilevazioni di scorso anno ( 122,5%) .. si potesse comprare sarebbe il titolo con il trend storico più definito !

Ma una cosa altrettanto importante che bisogna sapere è la durata media di  questo enorme debito,  durata che rispetto agli ultimi dati disponibili forniti  dalla Dottoressa Maria Cannata ,che è la responsabile del ministero del Tesoro e che si occupa delle aste,  si attestava a marzo a  6,8 anni  con una view di discesa nell’anno in corso verso i 6 anni.  Altro dato rilasciato la scorsa settimana è che ormai il 70% del debito pubblico italiano e posseduto a persone fisiche o giuridiche ( Banche e istituti finanziari) italiane.

La dottoressa Maria Cannata merita due righe di elogio,  una persona secondo me eccezionale,  poco conosciuta ma che è riuscita a gestire in modo incredibilmente efficace  le aste dei titoli pubblici in termini di timing e di durate. Se l’italia è ancora in pista per salvarsi lo deve a queste persone che senza i riflettori puntati lavorano in modo  serio e competente nel loro settore specifico di competenza giorno dopo giorno senza mai lamentarsi.

La salvezza dell’Italia sta nel  fare scendere il debito o meglio far scendere il debito in rapporto con il PIL,  ma visto che il Pil quest’anno scende almeno del 2% e se va bene il prossimo anno resterà fermo  allora  come strada non resta che far scendere il debito.  E’ matematica !

In tutto questo cosa c’entra lo spread ?  C’entra ma non come vi viene raccontato al  telegiornale, ancora un attimo di pazienza e ci arriviamo. ..

Per fortuna uno dei punti di forza del bilancio italiano ( rispetto a quello di Francia e della stessa Germania e degli altri paesi europei ) è che  noi ci troviamo in una condizione di così detto “ avanzo primario”  che è nient’altro che  la differenza tra uscite ed entrate al netto degli interessi pagati sul debito . Questo vuol dire che se noi non avessimo interessi da pagare abbatteremmo in  pochi anni il nostro debito facendolo ritornare ai livelli di guardia  ( che per noi vuol dire intorno all’80% rispetto al PIL) .  Ecco allora  l’importanza delle spread , ma ancora di più del tasso di interesse  nominale che si paga sul debito.

La cosa più importante per l’Italia è quella di pagare meno interessi nominali possibili sul debito ,  debito che però non è concentrato sui 10 anni , ma mediamente sui 6,8 anniEcco perché lo spread a 10 anni comunicato al telegiornale è un qualcosa di poco più che indicativo, anche perché questo viene calcolato rispetto  ai Bund tedeschi. due esempi per chiarire il concetto:

1-       Se lo spread passa da  460 punti base a cui si trova oggi ( quindi 4,6% in più rispetto al bund) ad esempio a 300 punti base è verosimile (perché la febbre scende) che  il BUND tedesco   torni  su livelli “ normali “  oggi è all’1,5% ,se passasse a 3%  con  uno  spread a 300 punti il totale farebbe sempre  il 6% che è quello che si paga sulle scadenze a 10 anni. I conti dell’Italia migliorano perchè lo spread si è ridotto di 160 punti ?   No !

2-       Caso opposto ( che è quello che ò successo negli ultimi mesi) lo spread sale da 400 a 500 ma il bund scende come rendimento dal 2% all’1% , lo spread è salito ma i conti dell’italia sono  peggiorati ?  No perché il tasso riconosciuto sul decennale è sempre il 6%. Eppure al telegiornale vi hanno raccontato  che  lo spread è salito e quindi tutti ci preoccupiamo per i conti pubblici che peggiorano.

Aggiungeteci poi anche il fatto che l’incidenza sul bilancio statale degli interessi c’è solo per le nuove emissioni di titoli , non per  quelli già in circolazione.   Un BTP emesso 3 anni fa con cedola al 3,75% ( ce ne sono parecchi in giro) continua a pagare una cedola del 3,75% , non gliene frega niente dello spread!

Ma visto che la durata media del debito è di 6,8 anni  il destino prossimo dell’italia si gioca non sullo spread decennale ma su quello  della curva a medio termine 3-5 anni    

Ecco pechè l’annuncio fatto da Draghi di volere intervenire sulla parte a breve /medio della curva dei tassi la ritengo la notizia  (se confermata nei fatti) che potrebbe essere la svolta per il debito pubblico italiano.  Tirare giù di 1,5-2% il rendimento di tutta la curva fino ai 5 anni consentirebbe all’Italia di trovarsi una finanziaria fatta per il prossimo anno e alla Merkel di raccontare ai tedeschi che lo spread resta  tra 1 400 ei 500 e quindi che i latinos li tiene al guinzaglio.

Vorrebbe dire  per la Cannata riprendere a fare con decisione le aste a 3 anni  riconoscendo tassi bassi, nell’ordine del2,5% – 3% massimo ( oggi siamo oltre il 4%)  e  a quel punto del decennale e dello spread  chi se ne frega!, scenderanno    anche loro di riflesso perchè i conti migliorano.

Scordiamoci comunque di vedere sul decennale tassi nominali   più bassi del 5,5% per un bel po’ di tempo per il fenomeno sopra descritto,  quando ci sono dubbi sulla tenuta della zona euro si alza lo spread ma si abbassa il tasso di rendimento del Bund , la somma dei due  fa sempre 5,5%  -6% .

In uno scenario di questo tipo è evidente che titoli di stato italiani  e obbligazioni bancarie italiane  con durate  da 18  mesi fino 4-5 anni  sono delle buy opportunity .   Il mercato deve però credere ( sembra lo abbia fatto giovedì 1 agosto  e venerdì 2 agosto)  che gli interventi arriveranno su     questa parte della curva.

Basta questo per salvarsi  all’ Italia ?   No io penso di No, abbiamo bisogno di introdurre anche il secondo personaggio  Oscar Giannino, il famoso  giornalista che da radio 24  tutti i giorni alle ore 9.00 e in replica alle 21.00 spiega da ormai più di un anno perché  per l’Italia è essenziale procedere alla privatizzazione degli asset non strategici delle stato.  ( caserme , partecipazioni statali  in baracconi perennemente in  perdita, immobili ecc…).

Al di là della simpatia / antipatia che ognuno può avere nei confronti del  giornalista con la barbetta e l’abbigliamento audace, merita secondo me anche lui una  citazione e un applauso per quello che dice da anni  perché  rappresenta  meglio di tutti la filosofia di intervento che è mancata  da sempre sulla gestione del debito pubblico  in Italia.   Fare dimagrire lo Stato nelle parti in cui è grasso.. e sprecone.

Vendere l’argenteria di casa lo si è  fatto nelle migliori famiglie nei momenti di difficoltà, perché non dovrebbe farlo lo Stato italiano ?   A maggior ragione adesso che le tasse non sono più alzabili.

Questo intervento dovrebbe essere però non di facciata , dovrebbe portare ad incassare soldi per abbattere il rapporto debito/pil  di almeno il  10-15% . Il nuovo ministro Grilli ne ha parlato apertamente poco tempo fa a poche ore dalla nomina di privatizzare in questa direzione, quello che mi lascia perplesso sono gli importi, lui parlava di 1,5 2%  di valore debito/pil all’anno ..  troppo poco  per un malato grave come l’Italia!  Come con le medicine  la prima somministrazione deve essere più alta e poi ci và il mantenimento, le sue sono somministazioni di mantenimento, manca la dose inziale !

Se nei prossimi mesi questi due interventi ; abbassamento della curva sul breve terminee quindi abbassamento dello spread a 5 anni  e non quello a 10;  e privatizzazioni verranno fatte  assieme , l’Italia ha più di qualche speranza si farcela considerando che ormai il 70% del debito e nostro e quindi  è presumibile che il potenziale speculativo in mano agli stranieri si è un po’ attenuato. (vedi giappone, di cui non si parla mai, dove il debito è il 200% del Pil ma è tutto un mano ai giapponesi che per onore e etica lo tengono stretto nelle loro mani)

Se invece ne interverrà una sola ( presumibilmente l’abbassamento della curva dei tassi e quindi solo l’intervento annunciato da Draghi) resteremo a ballare in balia dei mercati per molto tempo dopo un periodo di piccola euforia e guadagni sui titoli a breve termine.

Alla prossima !                                                                                                   fabrizio.badariotti@gmail.com