A sei settimane dalla fine dell’anno, il principale indice di borsa Usa è più che mai sui massimi di tutti i tempi , mentre si accentua il cosiddetto decoupling con l’Europa.  Sui motivi della crisi economica del vecchio continente, aldilà delle responsabilità politiche delle classi dirigenti dei singoli Stati e in particolare dell’Italia, si è detto tutto o quasi. Negli Stati Uniti non se la passano poi molto meglio, dal momento che, a fronte di un debito pubblico enorme e in continua espansione,  la disoccupazione resta sostenuta e gli squilibri sociali si ampliano.

S&P-500

S&P-500

Ecco dove sono allora, semplificando, tre delle principali  differenze:

 1)     Gli Usa attuano politiche fiscali centralizzate identiche in tutti gli Stati, l’Europa no. L’Italia, con la tassazione più alta in assoluto, e con una burocrazia impressionante per i privati e sul lavoro, mette le imprese in condizione di non poter competere con quelle tedesche.

2)     La Fed ha facoltà di stampare moneta e attua politiche di svalutazione competitiva della propria valuta. Attraverso gli acquisti di bonds attuati mensilmente dalle banche per conto della banca centrale, tiene schiacciati i tassi di interesse e riduce il costo del proprio indebitamento. In Europa, gli stati periferici finanziano di fatto il debito pubblico della Germania, ad esempio attraverso il diabolico fondo Mes, che a fronte dei versamenti effettuati dai vari Stati, compra solo titoli di Stato tedeschi, quelli cioè più sicuri. L’Italia quindi, tanto per fare un nome, paga 100 mld di Euro di interessi l’anno sui suo debito pubblico, senza avere alcuna possibilità di tornare a competere, anzitutto perché non può svalutare un bel niente, avendo una moneta non sua , l’Euro.

L’unico interesse degli Euro-burocrati non eletti di Bruxelles, è quello di mantenere in vita il sistema bancario che ormai non finanzia quasi più l’economia reale, ma lucra sulle cedole dei titoli di Stato dei Piigs. Se qualcosa va storto, come nel caso della Grecia, la Troika provvede a creare un meccanismo per cui i fondi degli aiuti vanno direttamente a coprire gli importi investiti dalle banche su quei titoli di Stato e al paese in difficoltà arrivano solo ricette a base di austerità e tagli, oltre ad una piccola percentuale degli aiuti stessi, concordati in cambio delle manovre lacrime e sangue. Ecco il vero motivo per cui si è evitata in tutti modi l’uscita dall’Euro del paese ellenico, avrebbe costituito un precedente e sarebbe stata seguita ruota da altri.   Ecco spiegato anche il motivo per cui, nel nostro caso, il governo Napolitano-Letta (di fatto telecomandato da Bruxelles), fa continuo terrorismo psicologico paventando disastri e punizioni severe da parte dei mercati finanziari, in caso di instabilità o peggio di nuove elezioni.

 3)     Tornando agli Usa e alla competitività , le attuali politiche che si perseguono in Europa fanno totalmente il loro gioco. Facciamo un esempio: se Apple chiede alle banche 5 mld di dollari per fare ricerca, sviluppare e mettere in produzione nuovi modelli di cellulare, gli vengono tranquillamente accordati e a tassi ridicoli (la liquidità c’è); Apple potrà così permettersi il lusso di venire qui in Italia , fare accordi con i principali gestori e quasi regalare il cellulare, in cambio di una fidelizzazione del cliente. Se giriamo in strada, non è difficile incontrare qualcuno che ti racconta di non arrivare a fine mese, ma se mentre chiacchieriamo gli arriva una telefonata, ci sono buone probabilità che tiri fuori dalla tasca un Iphone nuovo di zecca (tanto è quasi gratis). E non finisce qui, perché le banche d’affari che prestano i soldini ad Apple, sono poi le stesse che attraverso i loro hedge funds, sostengono anche le loro quotazioni in borsa, aumentandone capitalizzazione e stato di salute complessivo. Non importa che i prezzi scontino utili formidabili per i prossimi trent’anni, quel che conta è il nuovo modello in uscita a breve, per cui si attendono già file chilometriche ai negozi.

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