Vi ricordate la crisi di fine luglio / inizio agosto 2011? Per certi aspetti è stata l’ultima volta che i mercati hanno avuto paura che governi e banche centrali non fossero in grado, o semplicemente non volessero intervenire. L’indice VIX superò in pochi giorni il livello di 45 e l’indice S&P 500 perse in pochi giorni il 18% e dopo un falsa ripartenza ricominciò a salire senza più guardarsi indietro sino ad oggi.

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I prossimi giorni saranno molto importanti per i mercati: secondo il governo di Washington la disputa sul budget federale potrebbe causare la peggior recessione dal secondo dopoguerra e secondo un rapporto del Ministero delle Finanze USA, se il Congresso non eleverà il tetto alla spesa pubblica, si potrebbero avere conseguenze catastrofiche.

Come potete osservare nel grafico che segue il VIX (conosciuto anche come indice della paura) che quota vicino a 17 e i suoi futures con scadenza mensile, considerano le roboanti dichiarazioni governative come ”chiacchiere da politici”.

Considerate che la media storica del VIX è un valore vicino a 19 e dunque il barometro della paura indica ancora tranquillità e compiacenza.

VIX-TERM

Ma alcune banche stanno prendendo la crisi prossima ventura più seriamente.

Ogni amministratore delegato di banca che si rispetti ha visto il film “Mary Poppins” e rammenta bene cosa successe quando un giorno, dietro consiglio della tata, il signor Banks portò con sé i bambini al lavoro in banca; durante il tragitto, i bambini ed il papà incontrano presso la cattedrale la signora dei piccioni, di cui Mary Poppins aveva loro parlato. Michael avrebbe voluto donarle i 2 penny da lui risparmiati, ma il padre lo trascinò in banca e cerca di convincerlo di fronte ai suoi superiori a depositare lì il suo denaro. Spaventati da quel mondo avido, i bambini scappano tra lo scompiglio generale. La corsa dei correntisti per ritirare i loro soldi che seguì, entrò nell’immaginario collettivo.

Casualmente proprio in questi giorni il Financial Times riporta che due delle 10 più grandi banche del Paese stanno mettendo in atto un copione già usato nel mese di agosto 2011, quando il governo arrivò vicino a violare il tetto del debito.

Un alto dirigente ha dichiarato che la sua banca ha organizzato la consegna agli sportelli e ai distributori automatici del 20/30% in più di denaro del solito. Questo nel caso in cui scattasse il panico tra i clienti per prelevare fondi in massa.

Le banche stanno anche tenendo riunioni di emergenza quotidiana per discutere di altre misure, comprese le eventuali possibilità di lasciare che i clienti possano andare in scoperto di conto con prestazioni di sicurezza sociale.

Tra i banchieri la storiella di “Mary Poppins” viene anche chiamata “profezia che si autoadempie, o che si autoavvera”

Roberto Malnati