Nell’attuale fase di mercato, la volatilità continua a restare ai minimi quasi dovunque, a cominciare dagli indici azionari, che restano in prossimità dei massimi dell’anno, soprattutto quelli Usa.

Per le commodities della categoria “granaglie”, il clima favorevole sta creando una situazione di sviluppo dei raccolti ottimale; gli investitori istituzionali hanno liquidato posizioni nelle ultime settimane, ma adesso, soprattutto per wheat e corn , i prezzi sono divenuti interessanti per qualche acquisto.

Anche tra le soft le stagionalità non stanno funzionando a dovere. In particolare stenta il cotone, particolarmente penalizzato dalle vendite, ma ricordo che è proprio in queste situazioni che si possono fare dei buoni affari con strategie di acquisto con opzioni o in trading scalare.

Stretta congestione per lo zucchero, mentre dà segni di ripresa il coffee, dopo la brusca correzione dei prezzi degli ultimi due mesi e mezzo.

Totale incertezza per le quotazioni dell’oro, che resta invischiato tra due forze contrapposte. Meglio impostato sembra l’argento, mentre, tra i metalli, decisamente più in forma appaiono il rame e il palladio.

Per il settore energy sono in ribasso la quotazioni del natural gas, dopo l’enorme volatilità che ha contraddistinto la fase invernale, contraddistinta da una notevole riduzione delle scorte. Il petrolio resta a ridosso dei 100 $, spinto al rialzo dalle tensioni esogene presenti in diverse zone del pianeta, ma salvo ulteriori surriscaldamenti delle zone dei conflitti, si avvia ad una fase di correzione dei prezzi, complici anche le scorte Usa abbondanti e la stagionalità.