Che i mercati azionari siano da tempo del tutto scollegati dall’economia reale è un fatto assodato. Le banche d’affari continuano ad essere piene di liquidità da immettere in borsa e nel mercato obbligazionario e molte grandi aziende Usa stanno da tempo facendo continui Buy back  – riacquisti dei propri titoli – al fine di tenere alte le quotazioni e infondere fiducia negli investitori e nei consumatori. Come sempre accade, i mercati delle commodities sono più “sinceri” e da settimane molti di essi sembrano invece prezzare un peggioramento dell’economia globale,.
I prezzi sono stati spinti al ribasso anche a causa del rafforzamento del dollaro e della stagione perfetta, quanto a clima,  per gran parte delle agricole, tuttavia gli operatori con cospicue posizioni short in portafoglio potrebbero iniziare a cambiare idea nelle prossime settimane, soprattutto se ci fosse una combinazione di eventi favorevole ad una ripresa dei rialzi. Se si verificasse infatti una diminuzione delle tensioni in Ucraina e contemporaneo allentamento delle dannose sanzioni “boomerang” della UE,,  congiuntamente ad una ripresa degli stimoli all’economia da parte del governo cinese, i ribassisti si ricoprirebbero nel giro di poche settimane.

Ciò che bisogna considerare infatti è che molte commodities hanno raggiunto prezzi allettanti sia per i commercial che per gli speculatori e in molti casi si sta tornado a livelli di area valore, molto interessante per iniziare ad accumulare per il medio periodo ad esempio attraverso il trading in opzioni oppure con la tecnica del trading scalare, molto efficace e poco utilizzata qui in Italia.

In  particolare i possibili recuperi a breve  potrebbero vedersi su metalli ed energia con il Petrolio e l’argento tra i favoriti. Sulle agricole il Corn sta arrivando a prezzi molto interessanti, soprattutto per la prossima stagione, quando le semine non saranno di certo così abbondanti come quelle delle ultime due stagioni per il mais.

Petrolio

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Silver

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