in un paio di anni la preferenza verso il metallo rispetto alle compagnie minerarie che lo estraggono si è accentuata. Infatti l’azione PAL,quotata a New York, una delle due compagnie estrattive americane del palladio,è scesa da 7 dollari (marzo 2011) ali attuali 1,20 dollari, Nello stesso periodo il palladio è riuscito a recuperare i precedenti massimi triennali e staziona attorno a 760 dollari per oncia.
Tutto questo sembra incredibile. Il deficit produttivo di palladio si allarga ogni anno per l’esaurimento delle vendite strategiche russe,giunte ormai al lumicino. Ma chi abbia puntato su PAL-North American Palladium ha perso quasi tutto il suo investimento.
Al punto che su Internet si vocifera di un possibile interesse di altre compagnie minerarie nei confronti di PAL.
la ragione del crollo delle azioni del palladio ricalcano quelle delle societa’ minori aurifere. Il costo dell’energia è in crescita, le difficolta’ ambientali aumentano,i rischi dell’attivita’ estrattiva (crolli nelle miniere)sono sempre presenti. Fino a pochi anni fa le azioni minerarie seguivano pedissequamente le oscillazioni delle quotazioni del metallo e sfruttavano l’effetto-leva. Ogni aumento di un punto percentuale nelle quotazioni del metallo faceva crescere mediamente l’azione del 3%.Lo stesso succedeva in discesa.Meglio percio’ il metallo(. In Italia e’ quotato l’ETC “fisico” PHPD) che rischiare sulle azioni. Certo che vedere un crollo così accentuato del titolo PAL mentre il metallo tocca massimi triennali fa pensare….