I mercati in questa fase sono focalizzati sul meeting della Fed di mercoledì prossimo, lo dimostra il sussulto avuto nella nottata asiatica , dopo la diffusione della notizia della rinuncia di Larry Summers a candidarsi alla presidenza della banca centrale Usa. Gli operatori stanno mostrando di gradire, dal momento che Summers è un noto “falco” in tema di politica monetaria.

La scorsa settimana si sono viste vendite aggressive su alcuni settori delle materie prime, metalli in primis. I prezzi sembrano già scontare l’annuncio di un inizio immediato del tapering e la conseguente riduzione (10-15 mld mese) degli acquisti che da un anno vengono effettuati sul mercato dei bonds sovrani e titoli legati al mercato dei mutui.

La notizia legata a Summers ha provocato , per ora, propensione al rischio. Il future sull’S&P-500 Usa ha rotto i massimi relativi superando di slancio quota 1700 e lasciando un gap aperto, ma anche il decennale e trentennale Usa sono ben comprati, confermando che il mercato inizia a credere che non sia così scontato il tapering immediato.

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Anche il dollaro risente della situazione ed è sotto pressione, mentre il comportamento più anomalo al momento resta quello del Gold, che si è rimangiato tutto il rialzo messo a segno in nottata, tornando in prossimità della chiusura di venerdì.

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A ridosso dei supporti anche il Petrolio, in ribasso sull’allentamento delle tensioni riguardanti la questione siriana, dopo l’accettazione del leader di consegnare le armi chimiche, seguendo il piano russo.