Vorrei tornare brevemente su due grafici, già mostrati ma forse da rileggere con un minimo di attenzione. Il primo è relativo al livello di indebitamento (= leva finanziaria) del NYSE, ormai vicinissimo ai livelli dei precedenti picchi ciclici 2000 e 2007.

Il secondo è relativo al livello di cash dei fondi americani.

Aggiungo altri due grafici: (1) il Bull/Bear ratio USA, cioè il rapporto fra rialzisti e ribassisti (considerati in una survey ufficiale fra istituzionali e consulenti), abbondantemente sopra 3 (cioè 3 rialzisti per 1 ribassista, neutrali esclusi); (2) il grafico che evidenzia qual’era la posizione dell’S&P quando, negli ultimi 25 anni, questo ratio è stato a questi stessi livelli.

Il messaggio contemporaneo che mandano questi grafici è che il mercato, nel suo insieme, comincia ad essere sbilanciato: forse non nel senso di essere per forza “sovrappesato” di azioni, ma sicuramente nel senso di essere TROPPO COMPIACENTE, almeno sul breve, nei confronti del mercato azionario. Come è noto, questo tipo di situazione è un campanello di allarme – forte – ma non è di per se un “segnale di vendita”, in quanto questo tipo di eccessi e di compiacenza puo’ perdurare diverse settimane, a volte mesi, prima di essere corretto. Suggerisco pero’ di non sottovalutare assolutamente il rischio. Basti vedere cosa è successo all’argento quando il Chicago Board of Trade ha stretto appena appena i margini: due mesi e passa di rialzi bruciati in una settimana. E basti rivedere il post precedente, http://www.francescocaruso.ch/raro-allineamento-ciclico/ , per capire che i mercati potrebbero terminare questa situazione di volatilità decrescente (ormai tornata sui livelli di fine 2007) da un momento all’altro. La posizione ciclica è un ulteriore invito alla prudenza: il momentum trimestrale e quello mensile sono contemporaneamente in fase di top e su livelli molto alti sui mercati trainanti, mentre il momentum settimanale sta esaurendo la spinta positiva iniziata sul bottom di fine Marzo.

Inoltre il recupero dei bonds e la forza relativa dei due settori piu’ difensivi, gli anticiclici e l’healthcare, rappresentano una conferma di una certa tendenza delle mani forti verso un “flight to quality”: vedremo se temporaneo o piu’ strutturale. Sicuramente questo non è un ambiente tecnico che sul breve invita a una particolare aggressività: meglio avere pazienza e aspettare piu’ chiarezza e giunture di acquisto piu’ accattivanti. Un occhio particolare, infine, all’area 1300-1295 dell’S&P 500, dove confluiscono in questa settimana il livello di short settimanale e quello di stop mensile dell’indicatore di trend.