Il deterioramento iniziato ad Aprile (o meglio ancora: con la prima correzione di Marzo) ha portato quasi tutti gli indici azionari presenti sul modello in posizione short (= negativa) su base mensile. E’ la seconda volta dal minimo 2009: la prima è stata a metà 2010. Come sta andando l’anno lo dicono i numeri. Qui sotto propongo (e riproporro’) una tabellina che sintetizza i rendimenti medi, basati su panieri di ETF, ETC e su alcune normali combinazioni di allocazione:

TABELLA RIEPILOGATIVA DELLA PERFORMANCE 2011

Classe di asset                       composizione                         perf%

Bonds10 ETF (bonds, corporate, cash)+0.8%
Commodities13 ETC-5.9%
Global Equities17 ETF (indici EU, USA, ASIA, EMG)-5.0%
Port.  Conservativo90% bonds, 10% equity+0.2%
Port.  Moderato70% bonds, 30% equity-0.9%
Port.  Bilanciato50% bonds, 50% equity-2.1%
Port.  Aggressivo70% equity, 15% comm., 15% bonds-4.2%

Come si vede, a parte bonds e portafogli conservativi (con performances annualizzate molto inferiori all’offerta “risk free” di diverse banche), il bilancio è in rosso. Ho già trattato alcune delle implicazioni. In buona sostanza, il problema che tutti – governi, banche centrali, investitori, ogni singolo individuo – si trovano ad affrontare per la prima volta negli ultimi decenni è semplice: qual è il grado di tolleranza finanziaria di un mondo, come quello occidentale, massacrato, depauperato e stratificato da una sequenza di crisi come quelle dell’ultimo decennio e oltre.

La prova è in questo grafico. Dal 2000 in poi il rapporto fra S&P e Indice dei prezzi al consumo (CPI) e fra PPI (Indice dei prezzi alla produzione) e CPI scende. Questo significa che i produttori non hanno piu’ il potere di spostare sui prezzi finali (= sul consumatore) gli aumenti nei prezzi delle materie prime, almeno nel mondo occidentale. La leva finanziaria si sta avvicinando a quella – poi dimostratasi insostenibile – raggiunta sui picchi del 2000 e del 2007. Il trend primario rialzista non ha piu’ il sostegno ciclico di medio termine e sta perdendo quello di lungo. Ci sono due scenari: o quello a cui stiamo assistendo è l’incipit di un cosiddetto “mid cycle lowing”, un rallentamento di metà ciclo come quelli di 1996, 1998, 2005; oppure è l’incipit della seconda gamba di un “Double Dip”. I due scenari sono evidenziati dal grafico del mio modello economico, pubblicato nella pagina successiva (e su cui tornero’ presto). Ripeto quanto scritto una settimana fa: “Se la storia si ripetesse, mettendo indieme tutti i pezzi del puzzle individuati in questo 2011 (spinte cicliche, statistiche, proiezioni, sentiment), potremmo ipotizzare che le borse siano alla vigilia di un minimo intermedio (adesso o piu’ probabilmente in area 1300-1250 S&P), seguito da un rally a nuovi massimi estivi, con contemporanea correzione al ribasso dei mercati obbligazionari dagli attuali livelli, ormai vicinissimi all’ipercomperato tattico.”. Non ho altro da aggiungere: se siano nuvole passeggere o altro lo diranno i mercati.

Termino con l’ETF Natural Gas. Il modello è entrato al rialzo su base mensile per la prima volta da tempo immemorabile. La volatilità è alta, quindi i punti di controllo sono ancora larghi. Siamo su una resistenza: le bande di Bollinger del grafico. Qui da tre anni si è sempre fermato. Se non lo facesse e accelerasse subito (e tecnicamente è in posizione idonea per farlo), puo’ essere piu’ di un rimbalzo. Stop strategico sotto 0.21.