“Welcome back my friends to the show that never ends. Ladies and gentlemen” … Mr Francesco Caruso.

Chi di voi ha qualche capello bianco ricorderà la frase di esordio di un mitico concerto del gruppo rock Emerson, Lake & Palmer che ha infiammato le platee negli anni Settanta.
Perché questo riferimento musicale? Beh, perché il nuovo libro di Francesco Caruso sta infiammando le platee degli operatori di mercato e degli investitori: e così Caruso ha scelto di farsi scrivere la prefazione nientemeno che da Riccardo Bertoncelli, il decano e la voce più nota della critica musicale italiana, autore di numerose opere sul mondo della musica e sui suoi protagonisti, collaboratore di testate editoriali ed emittenti radiofoniche.
A lui è stato affidato il compito di introdurre l’opera di Francesco Caruso e qui vi ripropongo la sua stupenda prefazione nella quale esprime tutta la sua cultura, la sua amicizia per Francesco, ma anche la sua incredibile sensibilità verso il mondo finanziario.

Francesco Caruso mi ha conquistato con quell’aggettivo, “disciplinato”, che ha scelto per connotare la sua idea di investitore. Immagino che questo elogio della disciplina possa suonare strano da parte di chi viene dal mondo del rock, un mondo che tutti credono dominato da pulsioni anarchiche e incontrollate, meno che mai “disciplinate”. Ma, per l’appunto, trattasi di credenze; uno dei grandi guai dell’umanità, fatemi dire, argomento che fra l’altro questo libro affronta con taglio illuminante in più di una occasione. Non arrendetevi ai luoghi comuni. Non credete alle leggende metropolitane. Diffidate quando tutti concordano sulla stessa opinione (e al bar si parla di Borsa e non di calcio, per esempio). “Quando gli uomini si riuniscono, le loro teste si restringono”, scriveva monsieur de Montaigne ben prima di Woodstock e dei raduni rock.
Ma sto divagando, e non ho ancora detto che la disciplina a me l’ha insegnata proprio uno dei grandi maestri della musica che amo, Frank Zappa, e più che a parole me l’ha insegnata con i fatti, con l’applicazione puntuale e costante di una vita di lavoro. Dietro alla complicata stranezza dei suoi dischi c’erano metodo e studio feroce, applicati a una visione appassionata ma sempre in grado laicamente di dubitare. Quando uscì la sua autobiografia, la prima citazione era di Flaubert ed esemplarmente diceva: “Sii regolare e metodico nella tua vita quotidiana; così potrai essere originale e violento nella tua arte.” Mi sembra che l’autore delle pagine che seguono non porti baffi e mosca e quindi si possa distinguere bene da Frank Zappa. Ma trovo che la citazione sia perfetta anche per questo libro, dedicata a chi pensa che la finanza sia una pratica illusionistica ed estemporanea, da parte di una strana setta che abita le paludi delle streghe di Macbeth. La verità è che la finanza non è magia e in Borsa non “si gioca”, e questo non è un manuale di scommesse ma piuttosto una mappa, una guida di orientamento, una macchina efficiente costruita giorno per giorno, pezzo per pezzo. Conoscere presente e passato può servire più di ogni predizione del futuro, se li inquadriamo con la giusta luce, se cerchiamo di capirli e interpretarli. L’uomo è un animale che si ripete, solo all’apparenza imprevedibile. Qui l’autore lo aspetta al varco, con appostamenti pazienti e lungimiranti. Sa che l’attesa non sarà vana e ci invita a fargli compagnia, fiduciosi in quell’aureo proverbio che dice: “Chi non impara dalla storia, è condannato a ripeterla”.
(Henry Kaiser anni fa ribaltò il motto genialmente, giustificando il suo amore per la musica passata con un Those Who Know History, Are Doomed To Repeat It – “chi conosce la storia, è condannato a ripeterla”. Ecco un ottimo disco che consiglio alla fine di esuberanti giornate di Borsa, per eccitare i sensi ton sur ton).
Un’altra cosa mi ha conquistato del lavoro di Caruso, ed è il vasto respiro temporale, l’idea di un oggi che non è mortificato in minuti e secondi (con certi programmi di trading si va anche sotto) ma si lega ad anni, a decenni passati, e si annoda a un futuro di secoli. “Trend secolare” è una parola che mi scuote e la luccicante promessa del titolo è un brivido che vale la pena di provare anche se, o forse proprio perché, tutto sembra così lontano e difficile e quasi incredibile. Non c’è niente di meglio di coltivare l’idea del futuro, questo libro insegna anche questo, e di proiettarvisi con pazienza, passione, dedizione. E “nel frattempo la vita c’è stata”, per rubare un bel sigillo a Ettore Sottsass.

Che altro aggiungere a questa magnifica stesura, se non un grazie a Riccardo Bertoncelli e, naturalmente, al nostro autore Francesco Caruso?

Stella Boso