Sono passati sei anni dai momenti più cupi segnati in borsa dal largo mercato e in particolare, dai titoli auriferi. Mentre però Wall Street è stata capace di reagire ed è giunta ormai a superare i livelli del 2007/2008, al punto che si teme che questo rialzo possa tra breve terminare con l’esplosione della bolla creatasi –  l’indice delle miniere d’oro continua a quotare sui livelli del biennio 2007/2008.

In tale periodo le quotazioni dell’oro si aggiravano attorno a 700 dollari per oncia. Ora siamo a quota 1350 dollari. L’anomalia è chiarissima per tutti. Le miniere incassano molto di più, grazie al noto effetto-leva ed il mercato non ne tiene conto. Eppure il fuoco cova sotto le ceneri.

Agnico Eagle, quotata a NY con la sigla AEM, ha denunciato  dati trimestrali leggermente migliori delle stime ed è volata da 25 a 30 dollari. Quota 55 dollari, massimo degli ultimi 12 mesi, è ancora lontana, ma il mercato sembra tornare a considerare questi titoli. Tra le azioni che scalpitano segnaliamo IAM GOLD,  sigla IAG che rappresenta miniere remunerative e totalmente dimenticate dal mercato.

Chi voglia puntare sui grandi nomi non può dimenticare Newmont Mining – NEM  mentre chi vuole un bel pizzico di speculazione può acquistare NOVAGOLD-NG che possiede vasti giacimenti  auriferi sotto i terreni ghiacciati dell’Alaska.

L’investimento su questi valori è dimenticato da tempo. Basta una fiammata di interesse per ricevere discrete soddisfazioni. Naturalmente per chi abbia la pazienza di Giobbe.  Ma poi, all’improvviso, come per Agnico Eagle, le soddisfazioni giungono copiose.

Guido Bellosta