L’ultima asta londinese di De Beers si è chiusa  con una nota di pessimismo. Nel ” sight “del 4 ottobre vi erano in vendita brillanti per 570 milioni di dollari. Ne sono stati rifiutati dai potenziali acquirenti ben  86 milioni. Un invenduto del 15% che conferma le incertezze derivanti dalla scarsa liquidità che  permea il mercato dei diamanti.

Questa asta era l’ultima sul terreno londinese. La prossima avrà’ luogo nel Botswana.

Nel frattempo Alrosa continua a denunciare un incremento nell’estrazione dei diamanti. Una situazione che appesantisce il mercato. Il terzo trimestre di Alrosa si è chiuso infatti  con un aumento del fatturato del 9,5% rispetto all’anno precedente. In parte quanto sopra è dovuto all’acquisto della miniera di Nizhne Lens,ma ,anche al netto di questo acquisto, l’estrazione sarebbe aumentata.

Sappiamo ovviamente come  andrà a finire . Se la situazione di scarsa liquidità dovesse proseguire, influenzando negativamente  l’atmosfera nel settore dei brillanti, l’oligopolio tornerà ad imporre la solita mossa :la chiusura delle miniere. In tal modo, in mancanza di rifornimento di materiale grezzo, le richieste di brillanti prosciugheranno le scorte attualmente disponibili  e la legge della domanda e dell’offerta risospingerà al rialzo le quotazioni.

Questa situazione è spesso avvenuta  nel dopoguerra facendo del segmento dei brillanti-purchè acquistati a basso prezzo senza ricarichi pesanti-uno dei settori più remunerativi per l’investitore internazionali. La chiusura delle miniere rappresenta infatti un’arma formidabile per evitare lunghi momenti di prevalenza dell’offerta.

Un po’ di pazienza e il mercato  perciò tornerà ad offrire soddisfazioni.

Guido Bellosta