Le elezioni italiane hanno avuto un esito non felice per quello che riguarda la governabilita’ del paese, questo e’ evidente a tutti.
Ma proviamo  ad analizzare nel dettaglio la cronologia di quanto e’ accaduto nella settimana, per cercare di capire l’impatto sugli investimenti.
Lunedi pomeriggio , quando sembrava ci fosse la possibilita’ di formare un governo con una maggioranza stabile, i mercati azionari europei erano spumeggianti e si stava acquistando sull’aspettativa, perche’ ancora troppi seggi dovevano essere scrutinati.
Mano mano che le ore passavano  e l’assurdita’ della legge elettorale italiana faceva sì che il caos prendesse il sopravvento sul Belpaese, i mercati americani e ( udite udite ) quelli asiatici correggevano di quasi due punti percentuali…

Che bella soddisfazione riuscire a buttare giù persino i mercati più liquidi del mondo ( !!!)
Eppure già da mercoledì l’effetto negativo si andava stemperando e nel finale di settimana le perdite sono state minime  per la Borsa italiana, l’Europa ha chiuso più o meno agli stessi livelli della settimana precedente, mentre Tokio e New York sono tornate all’incirca sui massimi di periodo.
Il mio modesto punto di vista su quanto e’ accaduto e’ molto semplice … Gli investitori sono talmente scarichi di azioni che non hanno potuto (o voluto ) vendere quel poco che hanno in mano, anzi,  gli avvenimenti delle ultime settimane sono state considerate una buying opportunity.
Provate ad immaginare cosa sarebbe successo di fronte al medesimo risultato elettorale se i portafogli degli investitori fossero stati sovrappesati di azioni italiane! Credo che avremmo assistito ad un vero e proprio bagno di sangue…
Allo stesso modo, il fatto che lunedì pomeriggio il mercato europeo  fosse in forte rialzo  mi offre la sensazione che la spinta a tornare a comprare equity sia molto sostenuta.
Del resto, è la sete di rendimento a prevalere in questo momento storico, e lo si vede chiaramente dal mercato obbligazionario degli high yield dove  emissioni su singole B che rendono il 5 % , con un rischio comunque non trascurabile,  vengono acquistate a piene mani.
Per tale motivo, spero che questa impasse governativa venga superata al più presto, per tornare a fornire ossigeno allo switch appena cominciato dai mercati obbligazionari a quelli azionari.
Del resto, non dimentichiamoci che il grande disegno della FED e’ proprio quello di far salire il valore degli asset per creare quell’effetto ricchezza che possa sostituire il ruolo che aveva avuto  il debito nell’alimentare il boom 2003-2007.
Non sara’ mica l’Italia a scombinare i piani del povero Bernanke!
Il portafoglio fondi non sembra aver risentito troppo di questa situazione, considerando che stiamo mostrando i valori di giovedì sera, segno che i gestori non si sono fatti trovare impreparati.

Portafoglio aggiornato