Le scorse settimane abbiamo visto quali sono le logiche che governano il mondo del rating, individuando come punto debole del modello il timing di check up degli emittenti. Spesso purtroppo la qualità dell’emittente degrada con maggiore velocità di quello che le società di rating sono in grado di monitorare.

Ecco allora che il miglior alleato dell’investitore in obbligazioni diventa il rendimento effettivo ( yield to  maturity ) che ci misura quanto effettivamente resta in tasca ad un investitore che, comprando al prezzo di mercato oggi detenga il  titolo fino alla scadenza. Più aumenta il rendimento è più aumenta il rischio l’assioma è sempre lo stesso.

Questo tipo di rendimento rappresenta  uno dei principali parametri di valutazione dell’obbligazione e varia giornalmente in funzione del corso ( prezzo di mercato ) della stessa.

Invito sempre i lettori a considerare che  il calcolo di questo rendimento ha sempre come presupposto di base che l’emittente non faccia default prima della scadenza e che si stia trattando di un titolo a tasso fisso espresso in euro.  Se il tasso è variabile o  si tratta di obbligazioni emesse in divise estere  questo rendimento perde  molto del suo significato in quanto  per calcolarlo bisognerà introdurre due ipotesi molto forti, la costanza del parametro di indicizzazione e/o la costanza del tasso di cambio.

Sui migliori quotidiani e riviste di settore esistono lunghi elenchi di obbligazioni con diversi calcoli associati alle singole obbligazioni  tra  cui i  rendimenti effettivi lordi  e netti (al netto di ritenuta fiscale). Le problematiche operative di tutti i giorni mi hanno però insegnato che a seguito della volatilità di mercato spesso i prezzi indicati sul giornale non coincidono il giorno/settimana dopo con quelli reali perché il prezzo si muove e di conseguenza il rendimento effettivo, in più il semplice passaggio del tempo incide sul calcolo.

Ecco allora che nasce l’esigenza prima di effettuare qualsiasi acquisto o vendita di verificare puntualmente quale è il rendimento effettivo netto a cui si sta’ comprando o vendendo. Per farlo in modo semplice e puntuale  ci viene in soccorso il miglior amico dell’uomo dopo il cane, Excel. In excel è presente una funzione matematica che approssima molto bene il calcolo del rendimento effettivo netto, si chiama TIR.X

Vediamo come utilizzarla con un esempio pratico su un caso reale

Btp 15.11.2011-15.11.2014  6%     ISIN:   IT0004780380

Prezzo di mercato 104,5  (prezzo di chiusura del 25-5-12)

Per procedere con il calcolo dobbiamo ricrearci il piano finanziario dell’obbligazione in termini di flussi.

Andate su excel ed impostate il piano  intestando due colonne, nella A mettete i flussi finanziari avendo cura di inserire gli esborsi con il segno meno e gli incassi con il segno +

A

B

Prezzo  acquisto

-104,5

25/05/2012

stacco cedola

3

15/11/2012

stacco cedola

3

15/05/2013

stacco cedola

3

15/11/2013

stacco cedola

3

15/05/2014

stacco cedola+rimborso

103

15/11/2014

A questo punto molto semplicemente in una nuova casella impostate la formula con la seguente sintassi:

= TIR.X ( selezionare i flussi della  colonna A;selezionare tutte le date associate ai flussi della colonna B; 0,1)

Se avete fatto tutto bene vi deve uscire un rendimento lordo  del 4,17%. Modificando il prezzo di acquisto avrete in automatico il nuovo rendimento così potrete rendervi conto immediatamente di come varia il rendimento in funzione del prezzo.

Oltre che un efficiente strumento un ottimo strumento didattico !

Se volete fare il calcolo al netto delle imposte  basta inserire nei flussi la cedola netta data da cedola lorda meno la ritenuta fiscale del 12,5% perché stiamo trattando di un titolo di stato.

Per chi volesse approfondire la funzione TIR.X vedi dettagli su:

http://office.microsoft.com/it-it/excel-help/funzione-tir-x-HP010062387.aspx

alla prossima !