Il Sig. Rossi è un imprenditore lombardo di seconda generazione che ha potenziato un’attività di successo nel settore elettronico e bio-medicale fondata dal padre. La sua famiglia è composta, oltre che dalla moglie anche da due figli, uno dei quali darà in seguito continuità all’intrapresa. Oltre alla azienda, possiede anche alcuni immobili, un consistente patrimonio mobiliare ed una partecipazione di minoranza in una società che sviluppa un business differente dal suo.

Il Sig. Verdi, invece, è un affermato top manager cinquantenne di un’azienda alimentare che dedica la maggior parte del suo tempo alla conduzione dell’impresa per cui lavora. E’ coniugato con un’ architetto professionista dalla quale ha avuto due figli, uno con un’attività in proprio nel settore informatico e l’altro dipendente all’estero di una multinazionale. Anche il Sig.Verdi ha potuto accumulare un discreto patrimonio composto da due abitazioni, una prima casa, una seconda abitazione al mare ove passa le sue vacanze ed una significativa quota di risparmio investito in strumenti del mercato finanziario.

La Sig.ra Gialli, all’opposto, non lavora; anche se attiva nel sociale. E’ vedova, senza eredi legittimi e mantiene un discreto regime di vita grazie all’eredità percepita dal marito, già imprenditore edile. Possiede la casa in cui abita e due abitazioni che ha locato oltre ad un conto bancario da utilizzare per investimenti finanziari.

I coniugi Neri, infine, sono due professionisti, entrambi attivi nella loro professione (ingegnere l’uno, medico l’altra) con due figli, di cui uno minore. Possiedono una propria abitazione, riescono ad accumulare ogni anno una buona dose di risparmio con cui hanno acquistato nel tempo diversi strumenti finanziari.

I Signori Rossi, Verdi, Gialli, Neri sono solo alcuni esempi di una multiforme quantità di persone; tutte però con un denominatore comune: la necessità di mantenere e possibilmente accrescere il valore del proprio patrimonio personale, elemento centrale come la famiglia ed il lavoro.

Tutte persone con una buona dose di cultura ed ognuno con competenze diffuse e specifiche nel proprio settore di appartenenza. Nessuno, comunque, con conoscenze e competenze professionali (come è ovvio) tipiche di altro settore come quello finanziario e patrimoniale in genere che presuppone una cultura specifica e cognizioni che solo anni e anni di esperienza possono fornire. Così come possono essere ben consapevoli le persone sopra delineate per il loro specifico settore di appartenenza.

Il tutto, reso ancora più difficile in un contesto economico-finanziario, come quello attuale ove, sono cambiati i punti di riferimento più abituali (la ricerca del porto sicuro, fino a ieri ipotizzabile; oggi assai meno) e ove le  “certezze” iniziali si sono trasformate in “ansie” e “angosce” del presente.

Da qui, la speranza di potere confrontarsi con soggetti in grado non di garantire certezze (come potrebbero farlo ?) ma di costituire una guida un universo sempre più complicato anche per gli “addetti ai lavori”

D’altra parte, occorre essere consapevoli (purtroppo, molti non lo sono o non lo sono ancora) che l’ambito di protezione di un patrimonio, infatti, si presenta molto vasto, comprendendo molteplici aree di riferimento (legale, fiscale, finanziaria, assicurativa, immobiliare, ecc.) per un intervento da parte dell’ “esperto”, sia che esso assuma ruoli specialistici ovvero multidisciplinari .

Il patrimonio personale si colloca, peraltro, in un area dove i bisogni non sono necessariamente espressi potendosi anche figurare come solo potenziali.

Ma il cliente (o, potenziale tale), come può essere certo che le sue aspettative trovino interlocutori idonei ?

Occorrerebbe, pertanto, avere la possibilità di essere in grado di scegliere “consapevolmente” le persone di propria fiducia. Come farlo ? L’approccio più frequente e abituale (o, almeno dovrebbe esserlo) in altri settori specifici (medico, fiscale, legale, ingegneristico, ecc.) non è quello di cercare di “conoscere” preventivamente i propri futuri interlocutori  chiedendo le referenze del caso (attraverso amici, parenti, conoscenti, media di vario genere) ?  In altre parole, scoprire il “curriculum” giusto ? E costoro, non dovrebbero essere in grado di trasmettere al cliente informazioni (in maniera semplice e trasparente e modulata a seconda del target di riferimento) in modo da consentirgli di prendere la giusta decisione (una sorta di “consenso informato” ) ?

Ebbene, tutti coloro che operano nel settore finanziario e patrimoniale in genere hanno pari dignità, alla condizione di svolgere con professionalità e competenza la loro attività; senza millantare ruoli e capacità che non si possiedono; bensì, presentandosi ed offrendosi al proprio interlocutore con una precisa riconoscibilità. Cosa questa, purtroppo, che nella realtà attuale si riscontra poco spesso.

Tuttavia, tra costoro le differenze possono essere molto diverse; vuoi per ruolo, vuoi per area di riferimento, vuoi per caratteristiche specifiche, vuoi per specifiche riserve di legge in determinate situazioni, vuoi, infine, per tutta una serie di altri motivi.

Importante, per il fruitore finale è saperli distinguere con precisione ed orientare, così, la propria scelta in maniera mirata.

La tabella sotto riportata cerca di fornire, senza pretesa di esaustività, un quadro di riferimento generale che tenga conto dei principali aspetti di natura formale oltre che di carattere sostanziale.