Olli Rehn, dall’alto del suo trono di – non eletto – commissario europeo agli affari economici e monetari,  non fa mai mancare il suo “giudizio” e questa mattina, di buon ora, dalle pagine del quotidiano “La Repubblica”, ha fatto sapere  di essere  piuttosto scettico sul futuro del nostro Paese: “ l’Italia – ha dichiarato – deve rispettare un certo ritmo di riduzione del debito e non lo sta facendo. Per farlo, lo sforzo di aggiustamento strutturale del debito avrebbe dovuto essere pari a mezzo punto del Pil e invece è solo  dello 0.1%”. Rehn inoltre si è anche lamentato degli scarsi risultati della cosiddetta spending review, auspicando per febbraio, l’inizio delle tanto chiacchierate privatizzazioni di cui sta discutendo da mesi il governo Letta. .

Sul tema specifico dei tagli alla spesa, per una volta, non si può dar torto a Rehn, peccato però che l’ennesimo guru delle sforbiciate, dopo i fallimenti dei suoi predecessori degli ultimi due anni, risponda al nome di Carlo Cottarelli, un uomo che proviene direttamente dal FMI (uno degli organi della famigerata Troika), che non conosce le problematiche dell’Italia, ma che si è immediatamente distinto per essersi dotato di vasto un team di collaboratori molto costosi, confermando ,per il momento solo di essere molto bravo a spendere soldi pubblici.

Tornando al bilancio dell’Italia e al debito pubblico, non si capisce come possa essere ridotto in modo strutturale senza tagli veri alla spesa dell’enorme carrozzone di enti e società collegati allo Stato, settore cruciale dove pare non ci sia nessuna volontà di intervenire. Difficile inoltre poter fare qualcosa di risolutivo, in presenza di un fardello annuale di circa 100 miliardi solo per interessi legati al debito pubblico stesso, dove la Germania invece, si finanzia praticamente a costo zero. Basti pensare che il ministero dell’economia, mentre da un lato non si è ancora chiuso definitivamente il triste capitolo dell’Imu sulla prima casa, si affanna in queste ore per recuperare 150 milioni di Euro circa per far quadrare il famigerato rapporto Deficit/Pil, il tutto dopo aver già aumentato, da settembre ad oggi, tutto l’aumentabile, a partire dall’IVA,  sempre a danno dei cittadini.

fonte Thompson Reuters

Dati economici Italia Vs Eu

L’errore concettuale dell’Europa, ammesso che si agisca in buona fede, sta proprio nel fatto che  si parta dall’assunto che serva il  consolidamento di bilancio per poter essere competitivi (parole di Rehn). Ma allora la domanda è: con una burocrazia che uccide, la pressione fiscale più alta d’Europa, i favoritismi alle solite lobby, un cambio sopravvalutato di oltre il 20% rispetto alla Germania e l’assenza di sovranità monetaria, qualcuno di voi pensa davvero che si vedrà la famosa luce in fondo al tunnel ?

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