Nel precedente articolo abbiamo la tipologia degli ordini mediante i quali è possibile acquistare o vendere un determinato strumento finanziario oppure per chiudere la posizione.

Vediamo ora nel dettaglio i vari tipi di ordini disponibili e in quali situazione sia preferibile utilizzare l’uno o l’altro.

Partiamo dal  “limit order” e dal “market order”, utilizzabili indifferentemente sia per le operazioni di acquisto che per quelle di vendita.

Un limit order (ordine limite) è un ordine da immettere sul mercato quando si desideri acquistare o vendere ad un determinato livello di prezzo

Ad esempio: vogliamo comprare il titolo Fiat: il prezzo attuale sul mercato (ultimo prezzo) è di 5,87 mentre il titolo scambia a 5,865 in denaro (migliore proposta in acquisto) e 5,875 in lettera (migliore proposta in vendita.

Imposto un ordine “Buy Limit” a 5,80 come posso vedere nel grafico che segue.

ordine acquisto limit

Solo una precisazione: per definizione ogni volta che immettiamo un ordine di acquisto ad un prezzo inferiore di quello attualmente battuto dallo strumento finanziario che desideriamo acquistare (o uguale al “denaro” cioè uguale alla migliore proposta in acquisto), stiamo utilizzando un ordine buy limit. Per converso ogni volta che immettiamo un ordine di vendita ad un prezzo superiore a quello corrente di mercato (o uguale alla “lettera” cioè uguale alla migliore proposta di vendita) stiamo utilizzando un ordine “sell limit”

Come si vede il prezzo che ho immesso sul mercato nell’esempio fatto sopra è inferiore a quello attualmente battuto dal titolo. Ciò significa che intendo acquistare ad un prezzo migliore rispetto a quello attuale

Immettere un prezzo limite di acquisto (buy limit) a 5,80 significa che sono disposto a pagare per quel titolo (Fiat) un prezzo non più alto di 5,80.

Se avessi voluto inserire un ordine di vendita “sell limit” avrei dovuto posizionarmi ad un prezzo maggiore di quello attuale, ad esempio a 5,90 come nell’esempio che segue

ordine vendita limit

Usando un ordine buy (o sell) limit ovviamente non avrò la certezza della sua esecuzione in quanto se il titolo, nell’esempio fatto, anziché scendere al livello di prezzo impostato per l’acquisto, salisse ulteriormente lascerebbe il mio ordine ineseguito.

L’ordine limit può servire, per converso, anche per uscire in profitto (gain) da una posizione aperta. In questo caso se ho acquistato ad un certo livello, posizionerò l’ordine limit di uscita (exit order) ad un livello più alto di quello a cui ho acquistato, in modo da realizzare un profitto derivante dalla differenza tra i due livelli. In questo caso si parla di Target price o Take profit

Un esempio varrà più di mille parole.

Supponiamo che nel caso sopra analizzato Fiat sia scesa fino a 5.80 dove avevo inserito l’ordine limite, in modo da dare esecuzione al mio acquisto.

Ho quindi ora nel mio portafoglio il titolo Fiat con prezzo di carico a 5,80 e decido di prendere profitto (target price / Take profit) a 6.30.

In questo caso avendo acquistato a 5.80 (buy limit) e supponendo che il prezzo si sia portato dopo il mio acquisto a 5,85, dovrò inserire un ordine di vendita sopra questo livello, del tipo sell limt a 6.30.

Se Fiat passerà da 5.80 (mio prezzo di carico) a 6.30 fino ad eseguire il mio ordine “target” avrò realizzato un profitto di 0,50 punti che moltiplicato per il numero delle azioni inserite in portafoglio (supponiamo nell’esempio fatto sia uguale a 100) restituirà un profitto di 50 euro (0,50×100).

Ovviamente vale il viceversa per gli ordini “Sell limit”, dove dopo avere aperto la posizione per riacquistare (buy to cover) la osizione ribassista aperta (short) dovrò posizionare un ordine buy limit sotto il prezzo attualmente battuto dal mercato. Esempio: vendo short 8ricordate, ne abbiamo parlato nel precedente articolo) Fiat a 5,90 il prezzo attuale è 5,85 piazzo un ordine buy limit a 5,40. L’operazione è del tutto speculare a quella precedente. Ancora una volta avrò realizzato un profitto dato dal mio prezzo di caricco (5,90) meno il prezzo target (5,40) per il numero delle azioni vendute al ribasso (short), vale a dire ancora 50 € (5,90 – 5,40 = 9,50*100 = 50€)

Vediamo ora il “market order”.

Torniamo per un attimo al momento in cui abbiamo immesso il nostro ordine di acquisto: con Fiat a 5,87 abbiamo immesso un ordine di acquisto limit a 5.80. Abbiamo anche sottolineato come in questo tipo di ordine non si possa avere la certezza di ottenere l’eseguito perché il titolo da quel livello (5.87) avrebbe potuto salire sull’onda degli acquisti e non raggiungere mai il livello dove ci eravamo posizionati per l’acquisto. Dunque se nell’esempio fatto avessimo voluto assicurarci l’eseguito avremmo dovuto immettere un market order andando a colpire direttamente la lettera (le proposte di vendita) che nel caso dell’immagine precedente era pari ad € 5,875, assicurandoci così l’acquisto del nostro titolo.

“Market order” o “At the market” (MKT), Ordine a mercato o “al meglio” è dunque un ordine che devo utilizzare per entrare (oppure per uscire dal mercato) al prezzo attuale. Immesso un ordine market sul mercato, esso sarà eseguito (filled) subito, senza necessità di attendere i successivi movimenti del prezzo. Questo tipo di ordine si utilizza dunque per entrare o uscire da un titolo con rapidità e volendo avere la sicurezza di essere eseguiti.

Una accortezza: l’ordine market va utilizzato soltanto se lo strumento su cui operiamo ha una buona liquidità se, cioè, nelle proposte di vendita o di acquisto esistono sufficienti quantità atte ad eseguire il nostro ordine. Diversamente rischieremmo di avere un eseguito ad un prezzo anche molto diverso da quello che avremmo desiderato.

Buon Trading

Bruno Moltrasio