Proseguiamo la rassegna degli ordini che ormai ogni piattaforma mette a disposizione del trader per consentirgli di operare sui mercati finanziari.

In un precedente articolo abbiamo esaminato gli ordini per così dire “base” con cui il trader ha a che fare nel momento in cui decide di acquistare o vendere un certo  strumento finanziario ad un prezzo determinato: gli ordini limite o limit orders e i market orders

Questa volta esaminiamo un particolare tipo di ordini, gli “stop orders”, che a loro volta si suddividono in ordini “stop market” e “stop limit”

Per comprendere bene la differenza dobbiamo ricordare la distinzione tra bid e ask altrimenti detti denaro e lettera, ovvero quei livelli che, nel book, contengono rispettivamente le proposte di acquisto (bid / denaro) e le offerte di vendita (ask/lettera)

Vediamo un esempio di un book di negoziazione molto elementare con le proposte in bid (a sinistra) e in ask (a destra)

Come avevamo visto, nei limit orders il trader decide di acquistare (per la vendita vale il viceversa) un titolo o un determinato strumento finanziario ad un prezzo che viene posizionato sul “denaro”, ad esempio sul c.d. primo livello (nell’esempio sopra al prezzo di 9,9) oppure su un livello inferiore (ad esempio 9,5) e, come avevamo evidenziato non avrà la certezza che il suo ordine sarà eseguito.

In pratica il trader vuole raggiungere l’obiettivo di acquistare ad un prezzo “migliore” di quello attualmente battuto dal mercato, quindi ad un prezzo più basso. Si dice che in questo caso si acquista “sulla debolezza” cioé mentre il mercato sta scendendo.

Con l’ordine stop invece il trader effettua sempre un acquisto “sulla forza” cioé mentre il mercato sale.

Ovviamente per la vendita “stop” vale l’inverso: quindi si venderà sulla debolezza. Quando esamineremo il concetto di trend si comprenderà che si tratta di ordini tesi ad inseguire la tendenza del mercato che, molto spesso, vengono utilizzati sui c.d. breakout, cioé sulla violazione di livelli importanti di prezzo (torneremo sull’argomento in un prossimo articolo).

Nell’esempio precedente, con il prezzo che batte 9,9 in denaro e 10.1 in lettera, il trader decide di acquistare se, e solo se, il prezzo salirà  a 10,3. Per farlo inserirà un ordine buy stop market a 10.3 e, conseguentemente, il suo ordine sarà eseguito non appena il mercato farà segnare il prezzo di 10,3.

E’ fin troppo ovvio che anche questo tipo di ordine potrebbe non trovare soddisfazione, e ò per il caso che il mercato scenda anziché salire.

Per la vendita stop market vale il viceversa e, dunque, tornando ancora una volta al book dell’immagine precedente, se intendo vendere una certa quantità solo se il mercato raggiunge il livello di 9.6 devo immettere un ordine sell stop market a 9.6

La differenza fra ordine stop market e ordine stop limit è piuttosto intuitiva: utilizzerò l’ordine stop market quando voglio assolutamente essere certo che toccato il livello indicato il mio ordine venga eseguito “market” (quindi sono disposto ad accettare anche un prezzo differente rispetto a quello immesso. Immetterò invece un ordine stop limit se, una volta raggiunto il mio livello di prezzo, desidero essere eseguito a quel prezzo esatto e non sono disposto ad accettare una esecuzione peggiore. Come per l’ordine limit, anche in questo ultimo caso non avrò la certezza di essere eseguito.

Un’ultima precisazione anche se può sembrare superflua: anche l’ordine stop market e lo stesso dicasi per l’ordine stop limit (buy o sell), così come l’ordine limit, può essere utilizzato indifferentemente per aprire o per chiudere una posizione sul mercato.

Bruno Moltrasio