Ci siamo, la giornata della Fed è finalmente arrivata  e a giudicare dal comportamento dei mercati durante la mattinata europea (bassi volumi e quasi totale assenza di movimenti), l’attesa è grande.

La decisione di politica monetaria appare totalmente scontata, i tassi resteranno invariati, ma questo è uno degli appuntamenti in cui Bernanke parlerà alla stampa a margine del Fomc, in una conference call stile Bce ed è certo che gli si domanderà dei tempi e modalità di riduzione e poi termine del QE3, la continua immissione di liquidità della banca centrale Usa, che attualmente ammonta a 85 bn mensili.

Per cercare spunti operativi che abbiano buone probabilità di successo, possiamo provare ad esaminare come arriva il mercato a questo appuntamento e di conseguenza cosa sta scontando.

La borsa Usa ha recuperato quasi tutto il terreno perso durante la correzione che avuto luogo nella seconda metà del mese di maggio con  l’S&P-500 in area 1650. La situazione che preoccupa di più i Fed boys è quella che si sta venendo a creare sui bonds, dal momento che questi ultimi sono una risorsa per la traballante economia a stelle e strisce. Il decennale è passato da un rendimento dell’ 1.625% di inizio maggio al 2.2% attuale, livelli che non si vedevano da Marzo 2012. Ritengo quindi che Bernanke starà bene attento ad usare una retorica troppo “hawkish” , ben consapevole dell’impatto che potrebbero avere sui mercati mondali tassi Usa in aumento; allo stesso tempo però, i mercati sono a dei livelli tali per cui non è possibile spingere ulteriormente sul QE , ma la Fed sa di avere un buon margine di correzione sulle borse e sul dollaro all’inverso, per cui la mia opinione è che le operazioni con il miglior rischio rendimento possano essere quelle in cui si inizino a scontare maggiori probabilità di “tapering” rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi.

Interessante a questo proposito è esaminare la situazione del cambio Euro Dollaro: a fine maggio le posizioni nette corte (ribassiste) sull’Euro erano di -110.000 contratti circa quando il cambio era a 1.2850. La scorsa settimana , con l’Euro a 1.3320 gli short ammontavano solo -21.000 contratti (90.000 contratti short ricoperti in due settimane.).

Probabilmente oggi il livello è sceso ulteriormente ma considerando le pessime condizioni economiche dell’Europa, il sempre più diffuso scetticismo che giunge da più parti nei confronti della moneta unica e i livelli assoluti di prezzo del cambio raggiunti, non mi meraviglierei nel vedere un recupero del dollaro , nelle ore immediatamente successive all’intervento di Bernanke.