Proseguono il sell off sull’Oro. Dopo il rimbalzo iniziato venerdì scorso e proseguito nei primi due giorni di questa settimana, mercoledì sono ripartite le vendite, che hanno portato in tre sedute le quotazioni da 1590 a 1525 $ oz toccati poco fa. Questa zona di prezzo rappresenta un importante supporto statico, già segnalato in precedenza come uno dei possibili obbiettivi ribassisti. Si tratta di un’area di prezzo già testata una prima volta durante il fortissimo sell off del settembre 2011 e poi successivamente a Dicembre dello stesso anno e a Maggio 2012. In caso di rottura l’obiettivo successivo si porrebbe in area 1480 $. La “scusa” per l’attuale gamba ribassista è legata ai rumors sulla necessità di Cipro di liberarsi di molte tonnellate di metallo giallo, a seguito delle note vicende che coinvolgono il suo sistema bancario.

In realtà il Gold sembra aver perso, in questa fase, il suo appeal di bene rifugio contro la perdita di valore reale della moneta cartacea, dovuto alle continue manovre non convenzionali delle principali banche centrali, consistenti nella stampa di nuova moneta.

Qualche giorno fa il Giappone ha annunciato una nuova operazione di quantitative easing per un importo record di 1.3 trilioni in un anno e un inedito target di inflazione del 2% da raggiungere. L’annuncio, peraltro già atteso, ha scatenato la ripresa della svalutazione competitiva dello Yen e reazioni euforiche generalizzate delle Borse. L’accensione dell’interruttore sul “Risk on”, ha portato tra l’altro gl’indici Usa a rompere i massimi assoluti e situarsi in territorio inesplorato da qualche giorno.

A contribuire all’indebolimento dell’Oro anche la spaccatura sempre più evidente all’interno del board della Fed, ad opera di molti membri votanti che stanno optando per la riduzione progressiva e successiva chiusura entro la fine dell’anno, dell’acquisto mensile di bonds, in essere dalla scorsa estate.

Anche se a livello fondamentale la fase attuale di ribasso potrebbe costituire un’ottima occasione di posizionamento per operatori che sono rimasti fuori in occasione del rialzo degli ultimi anni, non si possono escludere minimi inferiori a quelli attuali, anche in virtù del fatto che esiste ancora una cospicua esposizione long sui principali Etf collegati alle quotazioni di questa commodity.