Dopo il minimo fatto segnare il 28 giugno sotto quota 1200 $, il prezzo dell’oro ha iniziato una fase di recupero che ha portato ad una fase di consolidamento laterale tra 1270 e 1300 $. La notte scorsa poi, durante la sessione asiatica è arrivata la nuova rottura la rialzo e il superamento di quota 1300 $, che conferma la fase di ricoperture in atto. Ciò significa che il rialzo è dovuto soprattutto alla chiusura (presa di profitto) di posizioni ribassiste precedentemente aperte; al momento dunque, non vi sono ancora le condizioni per un rientro su questo mercato degli operatori che durante il 2011 avevano creato le condizioni per il record assoluto siglato a settembre di quell’anno sopra i 1900 $.

I fondamentali restano immutati, l’inflazione ufficiale dichiarata dalle banche centrali è ben sotto ogni soglia di allarme e l’appeal per il metallo giallo , almeno per ora, non sembra tornare. Alla salita del prezzo in questa fase sicuramente contribuisce la conferma di Abe in Giappone, avutasi in nottata e la dialettica delle Fed che conferma attraverso Bernanke di non avere al momento intenzione di diminuire l’immissione di liquidità mensile attraverso l’acquisto di bonds governativi.

Certo a livello tecnico il movimento in atto è interessante, ma guardando il grafico si nota che siamo prossimi ad un primo ostacolo molto ostico per la prosecuzione del rialzo. La media mobile a 50 gg infatti, passa a 1337 $ e risulta inviolata al rialzo dal novembre 2012.

SSS GC 50

Successivamente è stata testata o avvicinata svariate volte durante quest’anno, ma il movimento è stato sempre puntualmente respinto con decisione. Una chiusura sopra il livello citato probabilmente farebbe scattare nuovi ordini di acquisto, in caso contrario i ribassisti potrebbero tornare alla carica.