Osservazione 1 – La posizione ciclica delle borse

Lo schema rappresentato qui sopra indica la sequenza dell’intersezione dei tre movimenti ciclici (LUNGO, MEDIO, BREVE) negli ultimi 3 anni. Come si vede, i due TURNING POINTS principali sono stati il minimo di Marzo 2009 e il massimo di primavera 2011, entrambi CONGIUNTI, cioé caratterizzati da un flesso di segno identico dei due cicli dominanti, LT e MT. Il flesso congiunto del 2011 era stato segnalato nel post “UN RARO ALLINEAMENTO CICLICO“, del 10 Maggio. La discesa estiva è stata particolarmente violenta poiché i problemi del mercato sono stati ASSECONDATI AL RIBASSO da una posizione ciclica sfavorevolissima. Ora la situazione è piu’ complessa. Il ciclo di LT, espresso dal momentum trimestrale, è al ribasso e LONTANISSIMO DA UNA POSIZIONE DI IPERVENDUTO, analoga per capirci a quella di Marzo 2009 o di Marzo 2003. Il ciclo di MT si sta invece girando al rialzo da una posizione di ipervenduto: non si è ancora girato ufficialmente, ma è probabile che lo faccia in Novembre e che rimanga (a meno di una ESTREMA DEBOLEZZA del mercato) in trend positivo fino a inizio 2011. Il trend ciclico settimanale è invece in fase avanzata di rialzo, ed è estremamente probabile che in Novembre si giri al ribasso. Cosa significa questo sul piano operativo? Significa che, mentre nella fase ascendente Luglio 2010>inizio 2011 i cicli borsistici erano allineati FAVOREVOLMENTE e tutte le correzioni erano da acquistare, e mentre nella fase discendente Maggio-fine Settembre i cicli erano allineati NEGATIVAMENTE e tutte le correzioni al rialzo erano da vendere, ora i mercati entrano in una fase di DISALLINEAMENTO, dove quindi i vari cicli agiscono in modo ASINCRONO tra di loro.

Osservazione 2 – I Tre Cavalieri

I SETUP PREPARATORI sono piu’ numerosi della settimana precedente, anche se (1) sono scattati solo due segnali su 18 (3 segnali x 6 mercati) – troppo pochi – e (2) i setup mancano (1 su 6) sul mercato leader, gli USA. Tre note esplicative essenziali: (1) non sta scritto da nessuna parte che TUTTI I MERCATI debbano fornire tutti i setup; (2) lo scattare dei setup puo’ indicare semplicemente un’AREA DI PRESA DI PROFITTO e/o LIQUIDAZIONE DELLE POSIZIONI IN ECCESSO, senza implicazioni di particolare negatività; (3) il setup DIVENTA PERICOLOSO se, dopo essere scattato, il mercato tornasse al ribasso sui trend di breve e medio termine. Tutto questo andrà verificato nelle prossime settimane. Questo è l’attuale posizione dei tre indicatori sul mercato italiano:

Osservazione 3 – S&P 500

Una semplice osservazione empirica: nelle due grandi fasi ribassiste precedenti (2000>2003 e 2007>2009), l’S&P500 ha SPESSO messo a segno recuperi – poi ritracciati integralmente nei mesi successivi – di 200/250 punti dal minimo di periodo. Minimo di inizio Ottobre: 1075 > target: 1275-1325.

Osservazione 4 – BTP e spread col BUND

Il BTP decennale, nonostante letterina e annunci, è al 6% anche dopo il lieve restringimento dello spread. Forse sfugge (anche a chi non dovrebbe) una semplicissima osservazione: i tassi possono salire anche se lo spread scende: basta che il Bund scenda di piu’. E che il Bund, che a questi tassi non ripaga nemmeno l’inflazione, abbia spazio per scendere lo evidenzia questo grafico mensile:

Conseguenza: a meno di un miracolo, cioè di un restringimento sotto il 250/200 dello spread o di un intervento del fondo salvastati sullo stesso Bund per farlo salire e di conseguenza ridurre i tassi sul decennale italiano, entrambi fortemente improbabili, i tassi sul BTP resteranno alti e forse andranno ancora piu’ su. Conseguenza 2: qualora malauguratamente, nei prossimi mesi, dovessero tornare tensioni sul debito italiano, la strada da fare per arrivare al “tasso di crisi” (7%) sarebbe molto piu’ corta di prima. Attenzione.

Osservazione 5 – Il consumatore e il mercato azionario

L’ultimo dato sul Consumer Confidence USA è drammatico ed è in totale contrasto con l’andamento delle ultime settimane di borsa. Non sempre c’è una coerenza di breve fra i due: ma di fondo, si. Pertanto: o il consumatore USA (e forse anche quello europeo) sono eccessivamente pessimisti, oppure il rally di borsa è guidato solo da tre ragioni tecniche: (1) aspettative; (2) sottopeso strutturale e reweighting “forzato” di molti gestori; (3) impossibilità di andare short su un grosso numero di titoli dei settori in difficoltà.

Osservazione 6 – Tattica e strategia

Non bisogna chiedere al mercato piu’ di quello che puo’ dare. Il rally è già stato forte e approssima lo scenario attuale allo scenario 3 ipotizzato in Settembre nel post “CASISTICA DELLE CORREZIONI DI BORSA“, cioè un movimento simile a quello post-11 Settembre 2001. In uno scenario dominato dall’incertezza a tutti i livelli, dominano e prevalgono le indicazioni di breve. Le probabilità maggiori, da qui a fine anno, sono per mercati azionari in trading range, con swings anche nell’ordine del 10-15% in entrambe le direzioni. Il prossimo turning point e primo punto di definizione della parte alta del trading range è previsto in Novembre. La tattica piu’ opportuna in queste fasi è di OPERARE IN MODO CONTRODIREZIONALE, cioè LIQUIDANDO NELLE FASI DI IPERCOMPERATO/CICLO DI BREVE ELEVATO e ACQUISTANDO NELLE FASI DI IPERVENDUTO/CICLO DI BREVE BASSO. Siamo vicini al primo caso. A livello settoriale, chiarissima la dominanza di Energia e IT, che appaiono i migliori candidati a futuri acquisti nelle fasi di lettera. In netto calo di forza relativa i settori difensivi.

A livello strategico, l’unico mercato equity sul quale è possibile che si verifichi nei prossimi mesi un rientro del modello di investimento sono gli USA. Al momento, le uniche posizioni rialziste assunte dal modello (peraltro da molti mesi e dimezzate a fine estate) sono su Oro e Bund, quest’ultima “under review” al ribasso in funzione dei livelli di stop di Novembre.