La scorsa settimana il Petrolio ha fatto segnare un minimo in area 103 $, livello da cui è poi rimbalzato con violenza mercoledì e giovedì, guadagnando in due sedute di nuovo quota 108 $. Venerdì ulteriore allungo e doppio massimo sfiorato quasi in area 109, prima di ripiegare in concomitanza della chiusura settimanale.

Resto dell’idea che a questi prezzi il Crude oil Wti sia sopravvalutato. La scusa iniziale per il superamento di slancio di area 100 $ ad inizio luglio fu la caduta improvvisa del governo Morsi in Egitto. Il fatto che il superamento di quel livello abbia poi dato vita ad un movimento fortemente speculativo è suffragato dai dati del COT (studio settimanale che rileva i posizionamenti al rialzo e al ribasso dei vari attori di mercato su futures e opzioni divisi per categorie.), che per la settimana scorsa evidenzia ancora posizioni record net long da parte dei large speculators (oltre 400.000 contratti).

I dati sulle scorte da canto loro, non evidenziano particolari stress e con l’apertura di nuove tratte per gli oleodotti che dal punto di raccolta di Cushing in Oklaoma portano il greggio verso il golfo del Messico, sono state già smaltite molte eccedenze, rendendo possibile tra l’altro il restringimento dello spread con il Brent europeo, che aveva raggiunto negli ultimi due anni livelli decisamente  anomali.

SSS BRENT WTI

Tecnicamente l’impostazione resta al rialzo ma il doppio massimo sporco fatto segnare venerdì potrebbe portare ad una rapida liquidazione di una parte delle posizioni long segnalate con conseguente rientro dei prezzi sotto quota 106 $. Per il medio periodo al ribasso un supporto fondamentale  è posizionato a 100 $. Al rialzo invece il superamento di area 109 $ spingerebbe i prezzi velocemente verso quota 110, dove è situata la successiva area di resistenza.

SSS petrolio daily