Il prezzo del Petrolio continua a restare ben sopra i 100 $ al barile, spinto dai consumi Usa che si intensificano durante l’estate (driving season) e dalla speculazione che vede in questa fase un accumulo record di posizioni rialziste da parte di fondi e money managers.

Tecnicamente il Wti (petrolio Usa) da metà giugno sta sviluppando un movimento di trading range (non direzionalità del prezzo)  con un doppio massimo in area 108 e due minimi in area 102. In questo momento siamo più o meno a metà del guado, le quotazioni infatti, sono scese per tre sessioni consecutive dall’inizio della settimana in corso e non hanno recuperato neanche ieri, dopo la diffusione dei dati settimanali sulle scorte.

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La situazione più interessante tuttavia, appare quella che si sta delineando sullo spread (differenziale di prezzo), tra il Petrolio Wti e il Brent europeo. La forbice dei prezzi infatti si è progressivamente chiusa a partire da febbraio, grazie soprattutto all’implementazione di nuovi oleodotti che portano i flussi da Cushing in Oklaoma verso il golfo del Messico. Questo rende il petrolio Usa più appetibile favorendo un progressivo un ritorno verso la normalità dello spread.

Da qualche giorno, tuttavia, si sta verificando un movimento di ri-allargamento che probabilmente inizia a riflettere la difficile situazione dell’Egitto e il pericolo di chiusura del canale di Suez, importante sbocco verso il mediterraneo.

Tecnicamente, sulla scadenza futures Dicembre 2013, è stata rotta una trendline che sosteneva il movimento appunto da febbraio, superando anche la media mobile a 50 gg.

SSSS Brent wti sprd

Per coloro che vogliono avvicinarsi allo studio delle dinamiche delle materi prime  e soprattutto per i trader che operano in spread, la situazione merita attenzione.

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