I Piani individuali di risparmio (PIR) per il 2017 sono stati la novità, e come spesso accade sono stati pubblicizzati fino a farli diventare quasi il nuovo “verbo” da seguire.

Alla base di tutto c’è la certezza che a guadagnare sono sicuramente i collocatori e le reti perché il sottoscrittore è obbligato a rimanere vincolato per cinque anni, ma saranno profittevoli anche per l’investitore finale?

Il settore dei Piani individuali di risparmio ha raccolto quasi 11 miliardi di euro e i fondi, gli ETF, e anche i singoli titoli hanno registrato una decisa impennata ben al di sopra delle aspettative iniziali. Tutto questo facendo leva psicologica su di un tema tanto caro agli italiani: lo sgravio fiscale.

Esistono però almeno un paio di criticità importanti legate a questo strumento: per leggere l’articolo completo vai su http://rendimentofondi.it/pir-si-vedono-i-primi-segni-negativi/

Uno tra gli ETF con lo storico più lungo è il Lyxor FTSE Italia Mid Cap PIR (DR) UCITS ETF – Acc FR0011758085, della società Lyxor, il quale ha registrato il suo picco il 26/01/2018.

Oggi l’indicatore Trendycator si trova in zona neutrale e l’ETF si sta muovendo all’unisono rispetto all’andamento generale del mercato italiano realizzando una modesta perdita.

Lyxor FTSE Italia Mid Cap PIR (DR) UCITS ETF – Acc FR0011758085[/caption]

Può sembrare banale ma è sempre bene ricordare che i benefici fiscali sui potenziali guadagni potrebbero non basterebbe a consolare il sottoscrittore in caso di incertezza dei listini nei prossimi 4 anni.

Per leggere l’articolo completo vai su: http://rendimentofondi.it/pir-si-vedono-i-primi-segni-negativi/

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