Questa mattina è uscito il dato preliminare sull’andamento del Pil italiano nel primo trimestre del 2014, eppure non ho sentito né rulli di tamburi né fuochi d’artificio da parte dei media nazionali, quasi tutti coalizzati al fianco del governo Renzi, quello (a sentir loro), della svolta. Il motivo è semplice; il Pil dell’Italia, che avrebbe dovuto mostrare finalmente il segno più, invece è in calo dello 0.1% rispetto all’ultimo trimestre del 2013 e dello 0.5%  anno su anno.  Semplificando l’Italia è ancora in recessione e per la luce in fondo al tunnel sbandierata ai quattro venti dagli ultimi tre governi fin dall’inizio del 2012 si dovrà aspettare ancora.

Inutile scrivere che lo avevamo ampiamente previsto (si prega di guardare nel nostro archivio), che le politiche di asservimento al dominio di Bruxelles non faranno cambiare il quadro della situazione che anzi peggiorerà. Ma tant’è gli italiani , a giudicare dai sondaggi elettorali, si accontentano davvero di poco, bastano 80 euro e un bel po’ di balle e si va avanti qualche mese, almeno fino a fine maggio. Per la prossima ondata di nuove tasse dettate dai capi del più Europa, c’è tempo tutta l’estate.

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