In sessione notturna dopo le conferme della vittoria di Hollande in Francia scendono i mercati e scende l’Euro.

Era previsto che al sistema investimenti piacesse più la politica di rigore, ma le prime reazioni sui giornali di Berlino paiono essere all’indirizzo della collaborazione.

Il piano dei socialisti francesi di rilanciare anche la crescita oltre che l’austerità pare pura ragionevolezza ma non basta a far tenere i futures americani in gloobex session che hanno tutti segnato 1% di discesa.

Contestualmente il cambio eurodollaro mette il naso sotto 1.30 (zona che ha contenuto il rafforzamento del dollaro negli ultimi mesi.

Più che la Francia le incertezze (che non piacciono ai mercati) vengono dalla Grecia dove le elezioni hanno visto frammentazione di voto e sostanzialmente l’espressione di malcontento per l’ austerity imposta dall’esterno da aprte dei cittadini.

Non che servissse la prova elettorale. Anche in Italia la crescita delle tasse e la mancanza di ripresa economica è l’argomento principale insieme allo spread btp-bund.


Sulle piazze europee abbiamo atteso i due esiti elettorali già molto bassi, sui supporti chiave sul fib in area 13.650 e con il Bund ai massimi storici.

Visto che un posizionamento pre-dato riflette la mancanta rielezione di Sarkozy  in Francia, mi pare che il dato Francese si possa dire assorbito già ora dai prezzi.

L’incertezza sulla Grecia non la so valutare, e comunque ha veramente un impatto minimo sull’economia reale euro, più che altro è un fattore psicologico.,

La reazione iniziale di oggi pare essere comunque per un ulteriore appesantimento degli indici.

E altrettanto probabilmente usciranno dichiarazioni politiche a sostegno dei mercati e se dovesse cedere qualche titolo governaivo la BCE sarà pronta a intervenire ancora.

I multipli degli indici sono bassi e se veramente il Sig. Hollande vuole rilanciare la crescita ci sono molti più spazi per risalire sugli indici di quanti ve ne siano per scendere.


Come livelli tecnici, sul Fib il prezzo di 13.605 è il doppio minimo delle ultime sessioni, se bucato a ribasso sarà la resistenza da superare per dire che il risultato elettorale è stato assorbito.

sopra 13.900 / 14.250 sotto è terra inesplorata, si potrebbe ritornare ai minimi del marzo 2009 ma questo significherebbe che tutto quello fatto finora e’ stato vano, inutili le tasse pagate, inutili i sacrifici affrontati, intuli i soldi all’ 1% dati al sistema bancario…. preferisco non pensarci, sotto questi prezzi il mercato sconta una stagnazione di almeno 3 o 4 anni.

Sul Bund abbiamo rendimenti giustificati solo dal ruolo di safehaven ma con la signora Merkel che ha perso un land nelle elezioni di ieri potremmo anche avere sorprese.

Se salisse ancora, come detto, il terreno e’ inesplorato. Alcune proiezioni di Fibonacci parlano di 143.00 come zona da testare, ma non si sono mai visti questi livelli di rendimento, come dicevamo la scorsa settimana anche il sig. Daube è dell’opinione che questi prezzi non sono sostenibili.

Ovviamente i livelli  di 141 70 / 141.30 / 140.90 restano la tripletta di supporti sul Bund.


La volatilità implicita su Eurostoxx sta navigando fra 26 e 28% da qualche settimana, potremmo rivedre tale range anche per la prossima. Un breakout a rialzo sopra 29/30% pare improbabile e quasi sicuramente sarà un occasione di vendita di Vega.

Seduta in arrivo volatile ed incerta quindi, con possibilità di forti escursioni intraday.