Più schiacciato tra ieri e oggi l’eurodollaro rispetto alla chiusura di settimana scorsa. Di solito succede proprio così. Tanto movimento e pausa, di nuovo movimento e ancora pausa. Rispetto a strumenti più armonici come potrebbero essere l’australiano o anche (a modo suo) la sterlina, l’euro è proprio la valuta che dimostra questo andamento che potremmo definire a scalini, generando violenti breakout e successive fasi di accumulo o distribuzione, a seconda del futuro movimento che si manifesterà sul grafico.

Oggi, in mattinata, l’euro dollaro si è mosso davvero poco e quindi è auspicabile un buon movimento nel pomeriggio. In realtà una specie di frustata l’abbiamo avuta, ma contenuta nel limite di 40 pips. Nel grafico si notano tre importanti fasce di supporto e resistenza che spesso vanno a delimitare la conclusione dei movimenti direzionali e la ripresa di cicli laterali. La fascia in zona 1.3580 è per il momento la più lontana e quindi per ora non ci riguarda. Le zone operative per oggi sono intorno a 1.3530 e 1.3480 con una linea di mezzo discretamente importante proprio in 1.3500 netto:

eu 04 feb

Per l’operatività sarà importante monitorare il prezzo sull’apertura di wall street. Il breakout di 1.3500 a ribasso porterà il prezzo a tentare l’assalto a 1.3480, mentre la tenuta del supporto spingerà il prezzo verso 1.3530. Come si vede restano quindi aperte entrambe le possibilità almeno per quello che riguarda l’intraday.

Per il medio periodo invece, il clima rimane decisamente short e quindi la possibilità di vedere ancora debolezza per qualche giorno è plausibile. La conformazione tecnica del grafico orario presenta dunque una figura di ritracciamento piuttosto che di una possibile flag. La rottura quindi di trend line importanti o divergenze ribassiste darebbero il segnale di ingressi in vendita nel medio periodo.

Lucas